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Invalida vive prigioniera nella casa senza ascensore Il marito: siamo disperati
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Non è facile la vita per Lea Leonessi e Mauro Rinaldelli, una coppia che vive in affitto a canone agevolato in un condominio del Consorzio Etruria in via Falcone e Borsellino. Lui è disoccupato, lei soffre di una malattia che comporta gravi problemi di deambulazione. Le condizioni della signora sono peggiorate al punto che non può più affrontare le scale, neppure con le stampelle. Così, siccome il suo appartamento si trova al secondo piano e il palazzo è privo di ascensore e montascale, praticamente vive reclusa in casa.
Per uscire deve chiedere aiuto ad almeno due persone, che la devono portare di peso su e giù per le scale. Nel palazzo di via Falcone e Borsellino i coniugi Rinaldelli abitano dal novembre 2009, quando da Montespertoli si sono trasferiti a Empoli. L'estate scorsa, quando le condizioni della donna erano peggiorate, avevano chiesto al Comune un nuovo alloggio, al piano terra, in modo da consentirle di entrare e uscire agevolmente. Il vicesindaco Pasquinucci rispose spiegando che il condominio era non una casa popolare ma ad affitto agevolato e per questo i coniugi non potevano chiedere di usufruire della mobilità riconosciuta agli inquilini Erp che hanno particolari esigenze.
Avrebbero potuto però aspettare il completamento del nuovo complesso di San Girolamo Emiliani e chiedere a quel punto di potercisi trasferire. Nel frattempo però le condizioni della signora Leonessi sono ulteriormente aggravate. Al punto che senza sedia a rotelle non può più muoversi. Da qui la richiesta al Consorzio Etruria di poter installare un montascale elettrico. L'azienda ha risposto che non ci sono problemi ma che non può farsi carico della spesa. È per questo che il signor Rinaldelli torna a lanciare un appello, ancora una volta rivolto innanzitutto al Comune, perché lo aiuti ad affrontare la spesa per l'acquisto e l'installazione della macchina che consentirebbe a sua moglie di salire e scendere le scale da seduta.
«Sono disoccupato da due anni - dice l'uomo - e quei soldi non li ho. Io e mia moglie andiamo avanti con le poche centinaia di euro che riesco a guadagnare lavorando come autista, con un contratto a chiamata, in un'azienda della zona. Quel poco che riusciamo ad avere ci serve per pagare l'affitto, le bollette e il cibo. Se qualcuno non ci aiuta, non possiamo farcela. Per fare uscire mia moglie di casa dobbiamo chiamare associazioni come la Misericordia che ovviamente per il servizio si fanno pagare. Sono decine di euro ogni volta. Non possiamo andare avanti così».
Per il Comune risponde ancora il vicesindaco Pasquinucci. «Esiste una legge sulle barriere architettoniche - dice - la numero 13 del 1989 che prevede incentivi pubblici per i disabili che vogliono installare montascale in un condominio. Il palazzo dove abitano i coniugi Rinaldelli sono stati pensati per questo tipo di evenienza: se fanno domanda al Comune, possono ottenerli. Questa è la strada giusta per arrivare a una soluzione positiva della vicenda».
Per uscire deve chiedere aiuto ad almeno due persone, che la devono portare di peso su e giù per le scale. Nel palazzo di via Falcone e Borsellino i coniugi Rinaldelli abitano dal novembre 2009, quando da Montespertoli si sono trasferiti a Empoli. L'estate scorsa, quando le condizioni della donna erano peggiorate, avevano chiesto al Comune un nuovo alloggio, al piano terra, in modo da consentirle di entrare e uscire agevolmente. Il vicesindaco Pasquinucci rispose spiegando che il condominio era non una casa popolare ma ad affitto agevolato e per questo i coniugi non potevano chiedere di usufruire della mobilità riconosciuta agli inquilini Erp che hanno particolari esigenze.
Avrebbero potuto però aspettare il completamento del nuovo complesso di San Girolamo Emiliani e chiedere a quel punto di potercisi trasferire. Nel frattempo però le condizioni della signora Leonessi sono ulteriormente aggravate. Al punto che senza sedia a rotelle non può più muoversi. Da qui la richiesta al Consorzio Etruria di poter installare un montascale elettrico. L'azienda ha risposto che non ci sono problemi ma che non può farsi carico della spesa. È per questo che il signor Rinaldelli torna a lanciare un appello, ancora una volta rivolto innanzitutto al Comune, perché lo aiuti ad affrontare la spesa per l'acquisto e l'installazione della macchina che consentirebbe a sua moglie di salire e scendere le scale da seduta.
«Sono disoccupato da due anni - dice l'uomo - e quei soldi non li ho. Io e mia moglie andiamo avanti con le poche centinaia di euro che riesco a guadagnare lavorando come autista, con un contratto a chiamata, in un'azienda della zona. Quel poco che riusciamo ad avere ci serve per pagare l'affitto, le bollette e il cibo. Se qualcuno non ci aiuta, non possiamo farcela. Per fare uscire mia moglie di casa dobbiamo chiamare associazioni come la Misericordia che ovviamente per il servizio si fanno pagare. Sono decine di euro ogni volta. Non possiamo andare avanti così».
Per il Comune risponde ancora il vicesindaco Pasquinucci. «Esiste una legge sulle barriere architettoniche - dice - la numero 13 del 1989 che prevede incentivi pubblici per i disabili che vogliono installare montascale in un condominio. Il palazzo dove abitano i coniugi Rinaldelli sono stati pensati per questo tipo di evenienza: se fanno domanda al Comune, possono ottenerli. Questa è la strada giusta per arrivare a una soluzione positiva della vicenda».
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