Il Tirreno

Empoli

È il patrono dei calzolai

C'era una volta la grande festa di San Crispino

Riccardo Cardellicchio

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 FUCECCHIO. C'era una volta la grande festa di San Crispino, patrono dei calzolai e dei lavoratori del cuoio. A dire il vero, i patroni sarebbero due: San Crispino e San Crispiniano, fratelli, giovani, mandati da Roma nella Gallia Belgica, a evangelizzare. Si mantenevano facendo i calzolai. Furono condannati a morte dall'imperatore Massimiano. I loro corpi furono recuperati dai fedeli e nascosti. Ora, i loro sepolcri si trovano a Soissons, nella basilica a loro dedicata. Il calendario li ricorda il 25 ottobre. Dei due, il più famoso è san Crispino, forse perché Shakespeare lo rammenta nell'Enrico V.  Sta di fatto che il 25 ottobre, cascasse il mondo, i calzolai di Fucecchio facevano festa. E la facevano per davvero. La concludevano, la sera, con cene pantagrueliche, da cui non pochi uscivano con la "ciucca". Roba che sembra un secolo fa, e invece è ieri. Quando Fucecchio viveva di scarpe. Prima che la caduta del muro di Berlino aprisse prospettive nuove, consentisse, in pratica, l'apertura di calzaturifici nei Paesi dell'Est, o la globalizzazione portasse a scoprire nazioni come l'India, o i cosiddetti Paesi emergenti. Tutti affamati di lavoro e, per questo, disposti a ricevere salari molto più bassi di quelli previsti in Italia. E prima che si diffondesse, a macchia d'olio, il Made in China, una sorta di monopolio per merce a buon mercato.  Prima. Fino a metà degli anni Ottanta dell'altro secolo. A Fucecchio, non c'era strada che in un ambiente, a pianterreno, caso mai male illuminato, non ci fosse qualcuno intento a fabbricar scarpe. Fucecchio era esperto in scarpe da uomo, lavorazione Ideal. Come le si faceva a Fucecchio, si racconta, non le si faceva da nessuna parte. E venivano da tutte le regioni a vedere, e per tentare di copiare. E i rappresentanti erano più che contenti di metterle nel loro campionario. Poi fu la volta di americani e tedeschi. L'operaio, con un po' d'iniziativa e coraggio, divenne imprenditore.

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di Redazione web