Il Tirreno

Empoli

Pronta la stesura del nuovo piano territoriale di coordinamento

Il Circondario come la Provincia: decidiamo noi il nostro futuro

Luciano Menconi
In senso orario la sede del Circondario, Brenda Barnini e Rossana Mori
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In senso orario la sede del Circondario, Brenda Barnini e Rossana Mori

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 EMPOLI. Il Circondario sempre più come la Provincia o comunque come un ente in grado di governare a pieno titolo l'Empolese Valdelsa, sia nella gestione dei servizi sia nelle scelte strategiche per il futuro. Dopo scuola, trasporti, agricoltura, turismo, ora si appropria della funzione principe per un territorio: l'urbanistica. L'ente che riunisce gli 11 comuni dell'Empolese Valdelsa ha definito i documenti necessari alla stesura del nuovo Piano territoriale di coordinamento della provincia. Per il Circondario è un momento cruciale di crescita nell'ambito delle competenze inerenti il governo del territorio, da un punto di vista sia tecnico che strategico, poiché riesce a farsi percepire come una comunità unica di 170mila abitanti.  Il piano verrà consegnato entro maggio alla Provincia, che lo inserirà nell'iter per l'approvazione dello strumento urbanistico relativo a tutto il territorio provinciale; entro l'estate saranno promosse le prime assemblee per illustrarne ai cittadini i contenuti. Si tratta di contenuti formali, relativi ai vincoli a cui dovranno adeguarsi i piani strutturali dei singoli Comuni ma sono premessa indispensabile per poter poi elaborare le scelte strategiche - quelle riguardanti infrastrutture, sistema economico, mobilità, ambiente, energia - che segneranno il futuro dell'Empolese Valdelsa.  «Oggi vogliamo prenderci un impegno politico che sarà prioritario per i prossimi tre anni ma soprattutto segnerà l'impronta del nostro governo del territorio per le future generazioni - ha detto Brenda Barnini, segretario del Pd dell'Empolese Valdelsa - la nostra idea della pianificazione parte dalla volontà di coniugare opportunità di sviluppo e salute della popolazione, che dipende sempre di più dalla salubrità dei luoghi dove viviamo. Nel momento in cui la Regione sta elaborando il Piano regionale di sviluppo e annuncia modifiche al Pit, vogliamo candidarci a laboratorio per le strategie territoriali e ambientali gestite a livello sovracomunale. Pensiamo che questo possa essere il nostro contributo migliore alla costruzione di un'area metropolitana fiorentina che superi l'esistenza di tre distinte province».  Rossana Mori, sindaco di Montelupo e delegato per il Circondario al governo del territorio, sottolinea come questo lavoro possa essere propedeutico a una programmazione delle politiche che determinano l'evoluzione dei territori in un momento storico in cui si richiede sempre più capacità decisionale su larga scala. «Da anni - aggiunge - i comuni del Circondario hanno scelto una politica di area in più ambiti: dalla sanità alle politiche sociali, dalla gestione del ciclo dei rifiuti al sistema idrico integrato. E' naturale adesso affrontare una comune politica del territorio, che sarà non solo occasione di sviluppo, ma anche occasione di miglioramento della qualità della vita e di crescita culturale. Ecco perché il Circondario si propone come laboratorio per strategie territoriali e ambientali per ambiti sub provinciali attraverso l'elaborazione di atti programmatori comunali».  Insomma l'Empolese Valdelsa come un unico territorio in grado di governarsi da solo, magari nell'ambito dell'area metropolitana, coordinando le proprie risorse e potenzialità, decidendo in autonomia il modo per trasformarle in opportunità di sviluppo. Per fare questo, come rimarcano il segretario Pd e il sindaco di Montelupo, servirà un ulteriore passo avanti anche dal punto di vista culturale, imparando a riconoscersi sempre più come parte di un'area più vasta di quella delimitata dai confini comunali, mettendo da parte campanilismi e particolarismi. «La programmazione dello sviluppo delle comunità che amministriamo - ha concluso Mori - merita oltre alla discussione, la capacità di arrivare alla decisione. Per questo dobbiamo dare più forza e contenuti alle politiche integrate, abbandonando la politica del particolare e il concetto di autosufficienza, per operare scelte di medio e lungo termine che vadano oltre i confini amministrativi e di mandati politici. Servono amministratori e tecnici che non si arrendono di fronte alla complessità dei problemi, ma che cercano soluzioni che possono essere trovate nei sistemi di perequazione territoriale. Una bella sfida, noi siamo pronti ad affrontarla».

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di Redazione web