Sicurezza
Salva l'amica che sta per soffocare sull'autobus
Francesco Turchi
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A sinistra un pullman di linea del Cpt«Ho visto che aveva gli occhi sbarrati, le ho tirato la lingua e ha ripreso a respirare»
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FUCECCHIO. Stanno per scendere dal pullman dopo una giornata di scuola. Una frenata improvvisa, l'amica perde l'equilibrio, va a sbattere con violenza contro una sbarra e cade a terra priva di sensi. La lingua cade all'indietro e rischia di soffocarla. Questione di attimi. Un gesto fa la differenza tra il dramma e la storia a lieto fine. Cristiana fa la cosa giusta, riesce ad aprire la bocca alla compagna di classe e a liberarle le vie respiratorie. Rachele si riprende. Poi arrivano i soccorsi. Ci sono altri ragazzi feriti. Ma il peggio è passato. Cristiana può liberare la tensione in un pianto: ha salvato un'amica. Momenti di paura a Fucecchio su un autobus di linea del Consorzio pisano trasporti, proveniente da San Miniato. A bordo c'erano i ragazzi di ritorno dalla scuola. Tra loro anche Cristiana Piredda e Rachele Arena. Hanno 19 anni e vivono a Fucecchio. Sono amiche e compagne di classe, frequentano la quinta all'Istituto Cattaneo, indirizzo Erica. Qualcuno suona il campanello, per prenotare la fermata. Il pullman arriva in via Cesare Battisti: «Eravamo accanto - racconta Cristiana -. Io ero seduta vicino al finestrino e lei dalla parte del corridoio. Ha preso lo zaino e si è alzata. Stavo per farlo anch'io, quando l'autista ha frenato di colpo. Non so per quale motivo. Se per evitare un'auto o un pedone». La frenata provoca la caduta di quattro ragazzi, che erano in piedi perché in attesa di scendere. Rachele ha la peggio. Perde l'equilibrio, compie qualche passo e va a sbattere con la testa contro una delle sbarre che delimitano la cabina dell'autista. Resta a terra immobile, con lo zaino a spalle: «C'era anche un ragazzo disteso. Ma lui dopo pochi istanti si è alzato. Invece Rachele non si muoveva. Mi sono precipitata da lei. Era svenuta. Aveva gli occhi sbarrati. Non rispondeva. E la lingua era girata». Le vie respiratorie sono occluse. Cristiana si rende conto della gravità della situazione, ma fortunatamente non perde il controllo. Ha la freddezza di fare la cosa giusta: «Sapevo qual'era la cosa da fare perché pochi mesi fa mi era successa una cosa simile. Quindi avevo imparato come bisogna comportarsi. E l'ho fatto. Le ho tolto lo zaino, l'ho girata e ho fatto il resto». La bocca si apre, la lingua torna al suo posto. Rachele si riprende. Perde sangue dalla testa, è stordita, ma si capisce che non è niente di grave. In pochissimi minuti arrivano le ambulanze e l'automedica: «A quel punto - quando mi sono resa conto che cosa era successo e che ormai non c'era più pericolo, ho pianto. È stata una liberazione». Rachele è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe di Empoli: «Le hanno dato dieci punti di sutura in testa e l'hanno trattenuta alcune ore sotto osservazione. Ma ora sta bene». Al pronto soccorso c'è andata anche Cristiana, che dovrà portare il collare cervicale per una settimana e un tutore al ginocchio. Anche altri due studenti sono rimasti feriti, fortunatamente in modo non grave e dopo le prime cure al pronto soccorso sono già tornati a casa.
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