Sicurezza
Il Bullettino Storico racconta un altro Risorgimento
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Vignetta satirica contro Salvagnoli 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Era atteso da tempo, ed è arrivato da poco in libreria, giusto per festeggiare degnamente i 150 anni dall'Unità d'Italia. Stiamo parlando del Bullettino Storico Empolese, la gloriosa pubblicazione ormai giunta al 54º anno di vita, autentico scrigno di ricerche storiche che hanno segnato la ricostruzione della storia della città e del territorio. Esce da protagonista il Bullettino edizione 2011, volume numero 16 per la cronaca: esce con un saggio di apertura che definire straordinario è dir poco, dal titolo "Risorgimento minore, comprimari e comparse a Empoli dal 1847 al 1860". Autore, il direttore scientifico del periodico della Pro Empoli, l'avvocato e storico Giuliano Lastraioli, che nel corposo saggio ha affrontato un tema inedito e alquanto stimolante, andando ad indagare personaggi e figure assai poco conosciute e talvolta ingiustamente dimenticate. Finora almeno. Una sequenza di documenti inediti reperiti in un faldone appartenuto al gonfaloniere Niccolò Vannucci ha dato il via alle ricerche di Lastraioli su molti personaggi non solo empolesi, comprimari e comparse appunto, l'indagine sui quali risulta fondamentale per comprendere lo svolgersi dei fatti tra il 1847 e gli albori dell'unificazione nazionale. Niccolò Vannucci, fra i comprimari, fu il principale. Uomo di Cosimo Ridolfi a Empoli, il Vannucci "non dispiaceva a nessuno", tanto che nominato gonfaloniere nel turbolento periodo guerrazziano, sarà confermato nella carica anche dopo il ritorno del granduca alla fine del 1849 e ancora dopo, nel 1859, verrà chiamato a gestire il plebiscito nella medesima carica municipale nel trapasso verso il regno sabaudo. Ci sono tutti, però, in un modo o nell'altro rammentati, c'è addirittura il droghiere Giovan Battista Nardi, nonno materno di Renato Fucini, dalle simpatie mazziniane cacciato da Empoli dopo aver definito, nel 1848, Empoli come il più retrogrado paese di tutta la Toscana, accusando Salvagnoli e Ridolfi di essere sostenuti da una "vil feccia di ricchi paurosi oltre ogni credere". Senza dimenticare naturalmente gli empolesi d'alto bordo: Niccolò Lami, ultimo guardasigilli del granduca Leopoldo II, Cesare Capoquadri, magistrato e ministro, e Vincenzo Salvagnoli. Sullo sfondo, troviamo dunque questi personaggi e tutti i notabili in vista nella classe dirigente dell'epoca come Cosimo Ridolfi o Gino Capponi, tanto per rammentarne alcuni. «Nell'Ottocento - afferma Lastraioli - Empoli seppe esprimere una classe di notabili che furono sempre abili nel galleggiare e a destreggiarsi con oculatezza sotto ogni regime, senza per questo peccare eccessivamente di camaleontismo, ma solo adattandosi con sagacia al corso dei tempi, senza abiure clamorose e senza controproducente rigidità, spesso alla ricerca del male minore». Il saggio principe dell'ultimo numero del Bullettino è ricchissimo, inoltre, di illustrazioni inedite ed è corredato di una imponente appendice di lettere e documenti provenienti dal riservatissimo faldone Vannucci in possesso dello studioso, all'interno del quale si distingue un inserto di lettere riservate che per ogni studioso del periodo saranno autentiche ghiottonerie. Non manca l'ironia, come sempre, nel prezioso contributo. «Il pitaffio - chiude Lastraioli - che commemora il plebiscito sulla facciata del municipio empolese nella già via Ferdinanda ha un'appendice in calce. È un campione metallico del metro per mettere nella zucca agli empolesi che l'unità nazionale aveva comportato anche l'adozione del sistema metrico decimale. Questa sì che fu una vera rivoluzione! A Empoli l'unità nazionale cominciò dal metro». Paolo Santini PRESENTAZIONE IL 28 APRILE Tante storie per illustrare la città Nel numero del Bullettino, che sarà presentato il 28 aprile, alle ore 17, nell'auditorium della Banca di Cambiano a Empoli, si trovano altri saggi. Franca Bellucci:: "Strade ferrate, un tema che incalzò il governo toscano. I materiali Salvagnoli". Poi Paolo Santini: "Parchi della Rimembranza e piazze della Vittoria. Identità nazionale e costruzione di una memoria collettiva nel mito della Grande Guerra. Il caso di Empoli". A seguire, Claudio Biscarini: "Attacco fallito a Empoli. Scozzesi e indiani alle porte della città fra luglio e agosto 1944". Marco Frati e Walter Mauri si occupano di "Nuovi studi sulle mura di Empoli" e Mauro Ristori di "Iconografia empolese: Vasari, Stradano e l'assedio del 1530".
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