Il Tirreno

Empoli

Numerose persone saranno ascoltate dai carabinieri per identificare i tre uomini descritti dal bambino

Allarme sequestro, al vaglio le telecamere

La zona dove il piccolo è stato fatto salire in auto
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La zona dove il piccolo è stato fatto salire in auto

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 MONTELUPO. Chi ci abita o chi va a passeggiare in zona. Numerose le persone che saranno chiamate dai carabinieri per capire se i tre uomini erano stati visti nei giorni scorsi. Un lavoro certosino per arrivare all'identificazione di chi avrebbe rapito e rilasciato a Pulica il bimbo di 11 anni.  In particolare i carabinieri cercherebbero tracce dell'auto su cui il bimbo ha detto di esser stato costretto a salire e dalla quale dopo due-tre chilometri era stato fatto scendere perchè i sequestratori sarebbero stati allarmati dal transito casuale di un'auto dei carabinieri a Turbone. Tracce che potrebbero venire da telecamere poste lungo la strada isolata, via di Pulica che sale sopra la superstrada Firenze Pisa Livorno. Da quelle dei distributori in zona o di qualche esercizio aperto al pubblico. Fino a quelle che si trovano a Montelupo, dalle banche fino al Comune. Ma si conta anche su eventuali testimoni che potrebbero aver notato il terzetto di sconosciuti descritto dal bambino. Il piccolo ha detto che parlavano una lingua straniera e l'ipotesi degli inquirenti è che si tratti di gente dell'Est Europa che gravita tra Empoli e Firenze.  Il racconto del bambino viene giudicato molto più attendibile di quanto sembrava nell'immediatezza del fatto ed è stato precisato insieme agli inquirenti: secondo quanto risulta, il bambino camminava da solo per strada, mercoledì pomeriggio, intorno alle 16, per andare dalla casa di una nonna a quella di un'insegnante per una lezione di matematica.  Durante il tragitto i tre lo avrebbero avvicinato ed afferrato spingendolo nella vettura. Ma dopo poco l'imprevisto della pattuglia dei carabinieri avrebbe fatto cambiare programma ai sequestratori, che hanno fermato l'auto e fatto scendere in un luogo abbastanza isolato il bambino, all'altezza del ponte di Turbone. A questo punto il piccolo è tornato a casa a piedi dove ha avvisato i genitori che hanno poi allertato il 112. E' stato portato poi anche all'ospedale San Giuseppe dove non gli hanno riscontrato ferite o lesioni. Una delle piste è quella del sequestro sbagliato. Tra l'altro in quella zona vivono molte persone facoltose.

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