Il Tirreno

Empoli

Rapinano la banca con un coltello

Gli inquirenti al lavoro nella banca appena rapinata
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Gli inquirenti al lavoro nella banca appena rapinata

Due banditi in azione all'Unipol di viale Petrarca

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 EMPOLI. Colpo all'Unipol di viale Petrarca. Ieri attorno alle 9,50 un bandito con un cappellino in testa e una sciarpa che gli copriva il viso è entrato nella banca, ha estratto dalla tasca un coltello e lo ha puntato addosso all'unico cassiere in servizio, intimandogli di consegnare i soldi. In cassa in quel momento c'erano circa settemila euro in contanti. Appena presi, il malvivente è uscito e si è allontanato a piedi insieme al complice che lo attendeva fuori dall'istituto di credito. I due rapinatori si sono avviati verso via Masini e quindi hanno fatto perdere le loro tracce.  Scattato l'allarme, sul posto sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo che hanno iniziato a raccogliere tutti gli elementi utili alle indagini. Innanzitutto i filmati ripresi dalle telecamere interne ed esterne alla banca, poi le testimonianze dell'impiegato e del direttore della filiale dell'Unipol, oltre ovviamente alle impronte digitali lasciate dal bandito che si era presentato armato alla cassa.  Al momento del colpo dentro la banca non c'era alcun cliente. Ma forse qualcuno dall'esterno ha assistito all'allontanamento della coppia dalla sede dell'istituto di credito. Sembra che il rapinatore che ha puntato il coltello contro l'impiegato parlasse con un'inflessione meridionale e sia lui che il complice - stando almeno a quello che appare dalle immagini immortalate dalle telecamere - sembrerebbero avere attorno ai trent'anni di età.  Non è la prima volta che la Unipol di viale Petrarca finisce nel mirino di banditi. Cinque anni fa successe qualcosa di simile a quanto accaduto ieri. Era il 15 giugno quando, poco dopo le 14,30, un pregiudicato cinquantenne palermitano si presentò alla cassa con un trincetto in mano facendosi consegnare quarantamila euro dal direttore dell'istituto. Anche allora dentro la banca non c'erano clienti ma soltanto il direttore e un'impiegata. Sembrava tutto filato liscio, ma quando il rapinatore stava per andarsene fu fermato da una brutta sorpresa: i carabinieri, che erano stati nel frattempo avvertiti da alcuni passanti, fecero irruzione all'interno dell'istituto e lo ammanettarono. E così per lui si aprirono le porte di Sollicciano.

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