Sicurezza
Le indagini in corso
Per gli inquirenti il bambino è attendibile
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Il comandante della stazione dei carabinieri di Montelupo2 MINUTI DI LETTURA
MONTELUPO. Un racconto di un sequestro lampo ritenuto attendibile ma di cui ancora si ignora il movente. Forse un rapimento calibrato sul bambino sbagliato. Un racconto pieno di particolari, quello fatto dal piccolo, tra l'altro, già abbastanza maturo per la sua età. I carabinieri stanno ancora verificando tutto quanto è emerso dalla testimonianza. Compreso abbigliamento, orologi che avevano ai polsi e tatuaggi che il piccolo avrebbe visto. Lo hanno pure sottoposto anche ad alcune domande trabocchetto e lui non è mai caduto nei tranelli. L'unico aspetto più confuso sarebbe relativo al tipo di macchina usata. Mentre invece il particolare della gazzella dei carabinieri a Turbone risulta attendibile: la pattuglia è passata nel luogo e all'ora che ha detto il bambino. Purtroppo i militari non ricordano di aver visto un mezzo tipo quello descritto dal bambino. Ed è proprio questo uno dei nodi da scandagliare: come mai i rapitori hanno deciso di scaricarlo dopo appena pochi chilometri? Hanno avuto paura di esser stati intercettati? E soprattutto perché lo hanno fatto? Il genitori lavorano, non sono ricchi ma molto stimati. E non hanno nemici. Una delle ipotesi al vaglio è quella di una banda di balordi che hanno sbagliato persona e che quando hanno visto i carabinieri si sono impauriti e hanno scaricato il piccolo. I carabinieri continuano negli accertamenti così come hanno fatto ininterrottamente dall'altro pomeriggio. La difficoltà con cui si sono scontrati è la mancanza di testimonianze. Via di Pulica, quando scende verso il Turbone, attraversa un bosco e non è molto transitata. Il mistero del sequestro lampo, per ora, rimane tra questi alberi. L.A.
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