Il Tirreno

Empoli

Le associazioni di artigiani e commercianti contro il ritocco dallo 0,3 allo 0,4% annunciato dal sindaco Cappelli

No all'aumento dell'addizionale Irpef

Il sindaco Luciana Cappelli
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Il sindaco Luciana Cappelli

Cna e Confesercenti: altrimenti caleranno ancora consumi e risparmi

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 EMPOLI. È un no secco quello espresso da Cna e Confesercenti dell'Empolese Valdelsa all'ipotesi, anticipata prima sulla stampa e annunciata poi dal sindaco Luciana Cappelli in un incontro con le categorie economiche, di incrementare l'addizionale Irpef nel comune di Empoli. Per spiegarne le ragioni ieri mattina le due associazioni hanno tenuto una conferenza stampa congiunta.  «Pur comprendendo le difficoltà in cui versano gli enti locali costretti a fare i conti con i pesanti tagli ai trasferimenti dello Stato centrale da una parte e con i vincoli del Patto di stabilità dall'altra - è stato sottolineato da Alberta Bagnoli, Luciano Santini e Floriano Venturini di Cna, e da Sauro Corsinovi e Andrea Bertini di Confesercenti - le nostre associazioni si dicono fortemente preoccupate per l'impatto della misura su imprese, cittadini e pensionati».  L'aumento dell'addizionale - che passerebbe dall'attuale 0,3% allo 0,4% - farà introitare nelle casse comunali 600mila euro su base annua (fonte Comune Empoli) ma a risentirne, in una fase ancora critica per l'economia del territorio, sarà la propensione ai consumi e la capacità al risparmio.  Per le associazioni il reperimento delle risorse con cui far fronte ai crescenti impegni di spesa degli enti locali non può avvenire aumentando il livello di pressione fiscale a carico di famiglie e imprese, già superiore alla media europea. La soluzione - hanno sottolineato i dirigenti di Cna e Confesercenti - va piuttosto ricercata nel contenimento della spesa, da realizzare attraverso le gestioni associate tra i diversi comuni del Circondario, mediante il taglio delle contribuzioni e con una diversa distribuzione della spesa sociale.  Per Cna e Confesercenti l'annuncio conferma le preoccupazioni espresse all'indomani dell'introduzione del federalismo municipale e non lascia intravedere nulla di buono per il prossimo futuro, quando si procederà con la trasformazione dell'Ici in Imu.

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