Il Tirreno

Empoli

Avviato un procedimento disciplinare nei confronti di una dipendente che ha diffuso una mail a sostegno dei referendum di giugno

Messaggio anti-Berlusconi dall'ufficio del Comune

Sara Bruni
Un messaggio di posta elettronica ha messo nei guai una dipendente del Comune Sotto il sindaco Carlo Tempesti
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Un messaggio di posta elettronica ha messo nei guai una dipendente del Comune Sotto il sindaco Carlo Tempesti

L'impiegata che lo ha inviato rischia la sospensione dal posto di lavoro

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 CERRETO. Per una e-mail partita da un indirizzo di posta elettronica dell'amministrazione, una dipendente del comune di Cerreto rischia la sospensione dal posto di lavoro. Il fatto risale a mercoledì 6 aprile ma la notizia si è diffusa solo ieri.  Ad un elenco di persone, tra cui anche alcune strutture ricettive del paese, arriva una e-mail dall'impiegata che lavora in un ufficio del Comune mediceo. La missiva è spedita alle ore 13.18, ma è l'oggetto a suscitare perplessità in alcuni dei destinatari. Il contenuto della e-mail riguarda infatti il referendum del 12 e 13 giugno prossimi.  «Importante da diffondere» si sottolinea nell'oggetto. Nel testo si invitano i destinatari a votare sì al referendum e a pubblicizzarlo «perché Berlusconi non farà passare gli spot né in rai né in Mediaset», mentre se non si raggiungesse il quorum «Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà e resterà al suo posto».  Contenuti che hanno stupito i destinatari, perché ricevuti da un indirizzo ufficiale dell'amministrazione comunale, con tanto di firma dell'ufficio da cui è stato inviato.  Del fatto, dopo alcuni giorni, è venuto a conoscenza anche la dirigente Isa Luchi. «Siamo intervenuti - spiega lei stessa - come previsto dai regolamenti dell'amministrazione. La dipendente è stata convocata per giovedì 28 aprile, per un colloquio a cui potrà presentarsi accompagnata da un legale o da un rappresentante di un sindacato».  Il procedimento è dunque in atto, mentre la dipendente rischia fino alla sospensione dal posto di lavoro. «Non è possibile - conclude la dottoressa Luchi - dire a priori quale sarà il provvedimento che adotteremo, in quanto prima dobbiamo ascoltare anche quello che lei avrà da dire, come previsto dalla legge».  Intanto, lunedì scorso, alle 11.27, gli stessi destinatari hanno ricevuto dallo stesso mittente una seconda e-mail di scuse. «Si è trattato di una grave ingenuità - si legge nella seconda e-mail - in realtà la mail era destinata ad altra lista di destinatari».

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