Il Tirreno

Empoli

Con la deposizione degli ultimi testimoni si è conclusa l’istruttoria dibattimentale davanti alla corte d’assise

Il processo Furlan si prepara all'atto finale

Gabriele Firmani
Ubaldo Voli con l’avvocato Saverio Giangrandi
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Ubaldo Voli con l’avvocato Saverio Giangrandi

Fissate le date per requisitoria e arringa, la sentenza il 31 maggio

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 SPICCHIO. Il processo sull'omicidio di Mara Furlan è in dirittura d'arrivo. Con gli ultimi 4 testimoni chiamati a deporre dalla difesa - vicini di casa della vittima che hanno riferito di un rapporto fra lei e l'imputato apparentemente normale - si è conclusa ieri l'istruttoria dibattimentale del processo a carico di Ubaldo Voli, il 74enne empolese accusato di avere ucciso l'ex-convivente nell'autunno del 2007.  Il presidente della corte d'assise Nicola Pisano ha fissato il calendario delle ultime udienze. Martedì 10 maggio sarà la volta della requisitoria del pubblico ministero Giuseppe Bianco; due giorni più tardi, giovedì 12 maggio, l'avvocato di Ubaldo Voli, Saverio Giangrandi, replicherà nella arringa difensiva. La sentenza è prevista per martedì 31 maggio: a quel punto allora saranno passati poco più di tre mesi dall'avvio del processo, iniziato lo scorso 22 febbraio, e che durante 15 udienze ha visto passare in rassegna tutti i principali personaggi che hanno ruotato attorno alla vita della vittima, Mara Furlan, e attorno a quella del presunto omicida, Ubaldo Voli.  Tra le ultimi testimoni chiamate in aula Marianna De Dio, compagna di Voli all'epoca dei fatti. La donna, 48 anni, originaria della Romania, ha raccontato di avere trascorso in compagnia dell'imputato la sera di quel sabato in cui viene ipotizzata la scomparsa e l'omicidio della signora Furlan: «Si presentò puntuale nella mia casa di Campi Bisenzio verso le 9,30 e da lì ci dirigemmo verso una sala da ballo».  Nessun segno di angoscia o preoccupazione sul volto di Voli: «Sembrava tranquillo - ha detto la donna - solo la mattina dopo se ne andò d'un tratto con la scusa di dover prendere un aereo per la Romania, dove, mi raccontò, avrebbe dovuto sistemare l'impianto luce di uno studio tv. Per 10 giorni continuò a mandare messaggi dicendomi di trovarsi a Bucarest: sapevo che non era vero e così decisi di interrompere ogni rapporto con lui».

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