Sicurezza
L'Asl sospende i 2 addetti all'obitorio
Francesco Turchi
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A sinistra il direttore sanitario Renato Colombai e sopra la sede dellAsl L'azienda scossa dal blitz: «Comportamenti censurabili, siamo amareggiati»
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EMPOLI. Sospesi dal lavoro «perché dagli elementi raccolti emergono comportamenti censurabili». Pugno duro dell'Asl 11 con i due suoi dipendenti, addetti all'obitorio, sotto inchiesta perché sospettati di indirizzare i familiari dei defunti alle quattro imprese predilette, che avevano formato un "cartello" e che ricambiavano con soldi e regali. I due dipendenti pubblici sotto inchiesta sono Marco Salvestrini di Empoli e un suo collega di Vinci, di cui non è ancora stato reso noto il nome. Anche l'Asl, che ha preso provvedimenti nei loro confronti, preferisce mantenere il riserbo sulle generalità. L'Asl 11 di Empoli - che ieri mattina ha ricevuto la visita della guardia di finanza nei locali dell'ospedale San Giuseppe - ha ufficializzato la sua presa di posizione con i relativi provvedimenti disciplinari, attraverso un comunicato stampa emesso nel pomeriggio di ieri: «L'azienda ha avuto notizia degli sviluppi dell'indagine dai giornali del 13 aprile (ieri, ndr), in cui si riportavano le risultanze dell'attività investigativa svolta. Successivamente ha avuto modo di venire a conoscenza, attraverso gli atti, del coinvolgimento di alcuni suoi operatori. Dagli elementi raccolti, nonostante siano attive presso l'azienda misure finalizzate ad evitare atteggiamenti scorretti degli operatori e a favorire la trasparenza nelle scelte dei familiari, sono emersi comportamenti censurabili». Dunque, una volta esaminati gli atti, l'Azienda non ha avuto dubbi sui provvedimenti da prendere: «Nei confronti dei due dipendenti della stessa Asl 11 è stata applicata la sospensione cautelativa dal servizio e avviati provvedimenti disciplinari». Ma al di là dell'allontanamento, al momento temporaneo, dei due addetti dell'obitorio «quanto sino ad ora emerso - si legge ancora nel comunicato - lascia una profonda amarezza nella direzione aziendale e nei professionisti dell'Asl 11 che ogni giorno sono impegnati nell'assistenza e nella cura della persona con serietà e correttezza». Sulla vicenda è intervenuta con una nota anche la Misericordia di Empoli, la cui agenzia di onoranze funebri è finita nel mirino della Finanza insieme all'impresa Raia, che ha sedi a San Miniato, Fucecchio e Pontedera, alle Onoranze funebri cerretesi di Cerreto Guidi e alla Soccorso Sicuranza service di Castelfranco di Sotto, accusate di elargire regali e soldi ai due addetti all'obitorio per garantirsi i funerali e controllare in questo modo il mercato del caro estinto. «Gli amministratori della Misericordia - scrive in una nota il governatore Giovanni Pagliai - non hanno mai avuto rapporti di nessun genere con alcun operatore delle sale mortuarie dell'ospedale». La confraternita conferma anche la stima nei confronti del suo dipendente Stefano Beconcini, responsabile delle onoranze funebri, che è tra gli indagati: «Ribadiamo la nostra completa fiducia nell'operatore indagato, auspicando che al più presto venga dimostrata la sua piena estraneità ai fatti». L'inchiesta della finanza riguarda anche il mercato fiorentino dei funerali, che sarebbe controllato da un meccanismo identico a quello empolese: tra gli indagati infatti ci sono anche due tecnici addetti all'obitorio dell'Istituto di medicina legale di Firenze e un imprenditore del settore.
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