La manifestazione
Urbanistica, una commissione ad hoc
◗
Il consiglio comunale di lunedì Istituita dal consiglio comunale dopo il dibattito sulla variante a punti Pdl e Udc: la delibera della giunta è l'ennesimo no alla gente e alla città
2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Una commissione speciale programmatica sull'urbanistica della città. Nascerà in municipio su mandato del consiglio comunale che lunedì sera ha votato la proposta lanciata dal gruppo Cittadini per Marconcini durante il lungo dibattito sulla cosiddetta variante a punti. Della commissione faranno parte il sindaco, tutti i capigruppo, il personale dell'ufficio tecnico settore pianificazione e territoriale, il segretario comunale, il presidente del consiglio e i consiglieri della commissione ambiente e territorio. Inoltre il consiglio ha approvato l'ordine del giorno presentato dal Pd - respinti quelli delle minoranze - che ha dato il via libera alla decisione della variante ponte voluta dalla giunta Cappelli con due sottolineature: il documento infatti rimarca innanzitutto la «necessità di comunicare con chiarezza impegni certi e con tempi altrettanto certi e brevi di realizzazione degli strumenti di pianificazione e secondariamente «la necessità per il Comune di dotarsi di competenze esterne per la redazione completa degli strumenti affiancata da una discontinuità e un rinnovamento nelle risorse umane interne all'amministrazione». Intanto il centrodestra spara a zero contro la decisione del Comune di non ritirare la variante a punti. «La maratona sull'urbanistica del consiglio comunale si è conclusa con una cocente delusione per i cittadini - scrive il gruppo del Pdl - la delibera, per espressa volontà del sindaco e della maggioranza va avanti e produrrà i suoi effetti nefasti sul territorio. Di fatto è l'ennesimo no alla gente e alla città. Il nostro ordine del giorno chiedeva fra le altre cose il superamento della stagione delle varianti, la riattivazione dei Pua, il ripristino di un dialogo con la città. Dalla maggioranza abbiamo ricevuto solo dei no». Anche l'Udc, attraverso il capogruppo Francesco Gracci, parla di «completo fallimento della politica nei confronti dei cittadini quali primi destinatari delle decisioni prese all'interno del Palazzo». Gracci in particolare contesta il mancato ascolto delle istanze dei cittadini e il fatto che si sia imposto un divieto a posteriori nei confronti di cittadini che si sono comportati correttamente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
