Sicurezza
Sei indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, tra loro due addetti allobitorio
Regali e soldi per garantire i funerali
Francesco Turchi
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Sotto il capitano della guardia di finanza di Empoli Roberto Lauretta. A destra una bara Gli inquirenti: così quattro onoranze funebri si spartivano il mercato
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EMPOLI. Te mi fai fare un funerale e io in cambio ti regalo il cellulare, il computer o la tv. Oppure ti pago la mazzetta. E a Natale ti porto un bel cesto. La banda delle onoranze funebri si reggeva - secondo la finanza - sull'asse di ferro obitorio-pompe: i due dipendenti dell'Asl 11 indirizzavano i familiari dei defunti alle quattro imprese predilette, che ricambiavano i favori con soldi e regali. L'operazione. Sono sei gli indagati dell'inchiesta sul mercato delle onoranze funebri, coordinata dal pm fiorentino Leopoldo De Gregorio e condotta dalla compagnia della guardia di finanza di Empoli, guidata dal capitano Roberto Lauretta. L'operazione è scattata ieri mattina, con la perquisizione delle sedi delle imprese finite nel mirino e delle abitazioni dei personaggi-chiave della banda. Nel mirino delle fiamme gialle sono finiti la Misericordia di Empoli, l'impresa funebre Raia, che ha sedi a San Miniato, Fucecchio e Pontedera, le Onoranze funebri cerretesi e la Soccorso Sicuranza service di Castelfranco di Sotto. Secondo gli inquirenti queste quattro imprese avevano costituito una sorta di "cartello", che di fatto monopolizzava il mercato delle onoranze funebri, attraverso la spartizione, il più possibile equa, dei morti dell'ospedale San Giuseppe di Empoli. Uno dei due dipendenti dell'Asl sotto inchiesta è Marco Salvestrini, 59 anni di Empoli: «Io sono tranquillo - si è limitato a dire - in questo momento non ho nient'altro da dichiarare. Parleranno gli atti». L'altro dipendente Asl indagato è un 45enne di Vinci, di cui non è ancora noto il nome. Per tutti l'ipotesi di reato è associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio e per i due dipendenti dell'Asl anche l'abuso d'ufficio. Il meccanismo. In base alla ricostruzione fornita dagli inquirenti, gli addetti alla camera mortuaria sfruttavano la fragile condizione psicologica dei congiunti del defunto per favorire le ditte "amiche", dalle quali in cambio ricevevano in dono apparecchi elettronici, regali di vario genere e gratificazioni in denaro. Inoltre a uno degli addetti alla camera mortuaria era offerta la possibilità di prendere parte alle operazioni di vestizione e trasporto della salma, con un compenso in denaro che si aggirava sui cinquanta euro a servizio: per questo tipo di prestazione il dipendente dell'Asl era sempre disponibili, weekend e festivi compresi, tanto che si poteva arrivare anche a dieci servizi mensili. Mercato chiuso. Le indagini sono scattate nell'autunno 2009 dopo alcune segnalazioni pervenute alla finanza, secondo le quali il mercato era completamente controllato dal poker d'imprese funebri e per le altre società esterne al "cartello" era impossibile poter lavorare, poiché i familiari dei defunti venivano scoraggiati ad avvalersi delle prestazioni delle imprese concorrenti al sodalizio, perché giudicate lente e poco affidabili. Il blitz. Dopo alcuni mesi di indagini e intercettazioni telefoniche, ieri mattina sono scattate le perquisizioni a Empoli, Montelupo Fiorentino, Cerreto Guidi, Fucecchio, San Gimignano, Castelfranco di Sotto, Scandicci, Pontedera, San Miniato: i finanzieri si sono presentati nelle sedi delle imprese e nelle abitazioni dei titolari, oltre che, nel caso della Misericordia di Empoli, a casa del dipendente Stefano Beconcini, responsabile delle onoranze funebri della confraternità. Sequestrati una valanga di documenti, che saranno vagliati attentamenti dalla guardia di finanza nelle prossime settimane. Inchiesta interna. L'Asl 11 ha fatto sapere di aver appreso dell'inchiesta dalla stampa, ma allo stesso tempo si è detta pronta a far scattare un'indagine interna sull'operato dei due dipendenti - entrambi addetti all'obitorio - finiti nella bufera.
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