Il Tirreno

Empoli

Sit-in davanti al Fermi contro il trasferimento dello psico-pedagogico al Pontormo

Professori al fianco degli studenti «Giù le mani dal nostro liceo»

Il sit-in con studenti e professori sul piazzale del Fermi per protestare contro le decisioni del Circondario
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Il sit-in con studenti e professori sul piazzale del Fermi per protestare contro le decisioni del Circondario

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EMPOLI. Ore 10.50. Le aule dell'istituto Fermi si svuotano. Studenti, professori e tutto il personale della scuola occupano il parcheggio, per dire no al passaggio del liceo delle scienze umane al Pontormo, previsto dal riassetto scolastico deciso dal Circondario e avallato da Provincia e Regione. La riorganizzazione studiata dal Circondario ha l'obiettivo di creare tre poli scolastici superiori a Empoli: il Virgilio (classico, linguistico e asrtistico); il Pontormo, con le scienze umane (oggi al Fermi come liceo psico-pedagogico), che andrebbero ad aggiungersi allo scientifico; e un polo tecnologico-commerciale, composto dal Ferraris-Brunelleschi (la cui fisionomia resta invariata) e dall'Istituo Fermi, che oltre all'indirizzo commerciale, acquisirà a partire da settembre anche l'indirizzo turistico, oltre a prendere sotto la sua ala il professionale Leonardo Da Vinci, che dovrà essere accorpata perché ben al di sotto della soglia minima dei 500 iscritti fissata per mantenere l'autonomia (oggi conta circa 330 ragazzi).

Ma questa idea non piace al personale e agli studenti del Fermi, che ieri mattina hanno manifestato il loro dissenso con un sit-in: «Prima di tutto - spiega Rocco Mannarino, insegnante di economia aziendale e delegato Rsu Cobas - la decisione è stata calata dall'alto, senza il minimo coinvolgimento dei diretti interessati. Eppure la nostra è una scuola di qualità, che funziona bene e merita un altro trattamento». Ma la nuova organizzazione, secondo la preside, gli insegnanti e il personale Ata del Fermi, andrebbe incontro soprattutto a grosse difficoltà sul piano logistico: «Nella nostra sede - scrivono - rimarrebbero alcune classi nostre e il liceo delle scienze umane, quest'ultimo però dipendente dal Pontormo e quindi di fatto non potrebbe più usufruire dei laboratori linguistici, informatici, scientifici, aule video e palestra che appartengono all'Istituto tecnico.

Quattro classi del Fermi continuerebbero ad essere collocate in una succursale di emergenza (che è tale da tre anni). Le classi dell'Istituto tecnico del turismo, di nuova istituzione, dovrebbero essere ospitate presso il professionale Da Vinci. Il nostro istituto verrebbe smembrato in tre pezzi» e di conseguenza «si creerebbero disagi al personale docente e Ata costretto a dividersi su più sedi. Inoltre le modifiche strutturali che l'edificio dovrà subire per separare le due diverse scuole, al fine di garantire l'osservanza delle norme di sicurezza e di sorveglianza, comporteranno necessariamente dispendio di risorse economiche pubbliche. Tutto questo a scapito della qualità dell' istruzione, dell'efficienza del servizio e con costi aggiuntivi». Quindi Mannarino sintetizza le due strade percorribili secondo il personale del Fermi: «Accorpamento con il Da Vinci, ma con il mantenimento del liceo delle scienze umane al Fermi; oppure l'accorpamento tra il professionale e il liceo Pontormo». F.T.

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di Redazione web