Sicurezza
Coinvolta l'agenzia della Misericordia
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Il presidente della Misericordia di Empoli Giovanni Pagliai Il governatore Pagliai: tutta colpa di un fanatico, la confraternita non c'entra
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EMPOLI. «La Misericordia è estranea a questa vicenda». Il presidente Giovanni Pagliai non vuole ombre sulla confraternita e puntualizza: «L'indagine riguarda un nostro dipendente a titolo personale. Noi siamo estranei. E comunque quando questa persona tornerà dalle ferie, e finché ci saranno delle indagini in corso, lo impiegheremo in altre mansioni». Pagliai non vuol sentire parlare di business del caro estinto: «Abbiamo cinquemila iscritti, che ci chiedono di fare anche il servizio delle onoranze ed è per questo che lo garantiamo, anche se non mi piace. Questa inchiesta è scattata per la denuncia di un fanatico, che è convinto di non lavorare per colpa degli altri». No comment invece dalle Onoranze funebri cerretesi: «Non abbiamo niente da dire». Perquisizioni sono state effettuate anche a Pontedera e Castelfranco nelle abitazioni e negli uffici di Onoranze funebri Raia e di Soccorso Sicuranza. «Non ho niente da dire su questa vicenda», è la ferma risposta di Felice Raia. Anche il figlio sarebbe indagato e lui si dimostra più cauto. «È vero, c'è stata la Finanza ma questo non significa niente». Appare tranquillo anche Soccorso Sicuranza. «Sono venuti prima a casa, stamani alle 7 (ieri per chi legge) e poi negli uffici. Avevano un decreto di perquisizione. Hanno fatto molte intercettazioni. Ma io non ho niente a che fare con questa vicenda. Mi hanno tirato dentro per alcune conversazioni con un dipendente dell'obitorio di Empoli ma, secondo me, non emerge niente di penalmente rilevante. Comunque vedremo come andrà a finire, sono molto sorpreso».
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