Sicurezza
Risorgimento del vino con il web sull'etichetta e tanti giovani contadini
Lucia Aterini
I prezzi tornano a salire e l'export è ripartito ma tra i produttori manca ancora lo spirito di squadra
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VERONA. Che il mondo stia cambiando a ritmo forsennato ce ne accorgiamo anche al Vinitaly ed è evidente pure nello spicchio dedicato alle aziende del Circondario. Ma questa volta il vortice pare non vada a sotterrare le aziende agricole e i loro pregiati prodotti, tra l'altro pluripremiati al Salone internazionale del vino e dei distallati che si chiude oggi (ben 27 i riconoscimenti). Quello che era vero un anno o due anni fa non è più vero oggi: il ricambio generazionale ora esiste e i giovani prendono in mano le aziende di famiglia. E tolgono i numerosi strati di polvere. Non solo: i corsi realizzati per imparare a guidare il trattore e per potatori hanno la lista d'attesa. Ancora: quello che era valido un mese fa per i prezzi non è più attendibile oggi. Le ultime quotazioni del vino sfuso mostrano un più 10/15 per cento.
Il prezzo del vino torna a salire e sfonda quota 100 euro a ettolitro. E così le esportazioni. Segnali questi che ancora non rimettono il sorriso sul viso a tutti. Ma che forse preparano i muscoli intorno alla bocca per farlo. «Uno dei cardini del piano di sviluppo regionale 2011-2013 - spiega Alfiero Ciampolini, direttore del Circondario che ha ospitato 8 aziende nel suo stand - è l'agricoltura. Mi auguro che non rappresenti una sorta di ripiego. E comunque il motivo principale per cui siamo qui a Verona è questo: vogliamo incoraggiare le nostre nuove leve». Per diversificare la produzione e conquistare preziosi segmenti di mercato, il Consorzio di Montespertoli sta lavorando con l'Università di Firenze. «Stiamo realizzando un parco agrario - spiega Giacomo Benucci, presidente del Consorzio di Montespertoli - si tratta di un progetto pilota per tutelare i prodotti che usciranno dal territorio del parco.
Poi stiamo lavorando a una carta d'identità del Chianti Montespertoli con uno studio su tutto il ciclo di lavorazione, dalla potatura, all'analisi dei mosti e del vini, sempre con la facoltà di agraria di Firenze». C'è poi chi pensa a un'innovazione ancora più spinta. Al Vinitaly è stato presentato un progetto tutto empolese per arrivare ad avere un'etichetta in grado di collegarsi con una piattaforma web che guidi il consumatore ovunque voglia: dal territorio di produzione della bottiglia, alla cantina. O verso altri prodotti tipici di quella zona. Il padre è Simone Campinoti della Ceam che ha presentato il suo prototipo insieme all'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori. «Ho elaborato - spiega Campinoti - una piattaforma farm-home in modo da accompagnare virtualmente le persone nelle fattorie creando un network di produttori che si collegano con gli utenti.
Tutto questo grazie al codice Qr (Quick response) code, quello che già si vede su alcuni oggetti. Basta avere uno smartphone, si punta sul codice e ci si collega». Addirittura Campinoti dice di essere pronto a effettuare il collegamento senza il codice. Quello che ancora non è sufficiente nel quadro di forza innovativa è il saper far squdra. Questo almeno è il pensiero di qualcuno. Come il presidente della Consorzio dei Colli fiorentini Ritano Baragli che è anche vice-presidente del Consorzio del Chianti. «Piccolo è rimessa - spiega - non è un fatto positivo che la Toscana abbia il maggior numero di espositori al Vinitaly. Andare in ordine sparso è un profondo errore».
Il prezzo del vino torna a salire e sfonda quota 100 euro a ettolitro. E così le esportazioni. Segnali questi che ancora non rimettono il sorriso sul viso a tutti. Ma che forse preparano i muscoli intorno alla bocca per farlo. «Uno dei cardini del piano di sviluppo regionale 2011-2013 - spiega Alfiero Ciampolini, direttore del Circondario che ha ospitato 8 aziende nel suo stand - è l'agricoltura. Mi auguro che non rappresenti una sorta di ripiego. E comunque il motivo principale per cui siamo qui a Verona è questo: vogliamo incoraggiare le nostre nuove leve». Per diversificare la produzione e conquistare preziosi segmenti di mercato, il Consorzio di Montespertoli sta lavorando con l'Università di Firenze. «Stiamo realizzando un parco agrario - spiega Giacomo Benucci, presidente del Consorzio di Montespertoli - si tratta di un progetto pilota per tutelare i prodotti che usciranno dal territorio del parco.
Poi stiamo lavorando a una carta d'identità del Chianti Montespertoli con uno studio su tutto il ciclo di lavorazione, dalla potatura, all'analisi dei mosti e del vini, sempre con la facoltà di agraria di Firenze». C'è poi chi pensa a un'innovazione ancora più spinta. Al Vinitaly è stato presentato un progetto tutto empolese per arrivare ad avere un'etichetta in grado di collegarsi con una piattaforma web che guidi il consumatore ovunque voglia: dal territorio di produzione della bottiglia, alla cantina. O verso altri prodotti tipici di quella zona. Il padre è Simone Campinoti della Ceam che ha presentato il suo prototipo insieme all'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori. «Ho elaborato - spiega Campinoti - una piattaforma farm-home in modo da accompagnare virtualmente le persone nelle fattorie creando un network di produttori che si collegano con gli utenti.
Tutto questo grazie al codice Qr (Quick response) code, quello che già si vede su alcuni oggetti. Basta avere uno smartphone, si punta sul codice e ci si collega». Addirittura Campinoti dice di essere pronto a effettuare il collegamento senza il codice. Quello che ancora non è sufficiente nel quadro di forza innovativa è il saper far squdra. Questo almeno è il pensiero di qualcuno. Come il presidente della Consorzio dei Colli fiorentini Ritano Baragli che è anche vice-presidente del Consorzio del Chianti. «Piccolo è rimessa - spiega - non è un fatto positivo che la Toscana abbia il maggior numero di espositori al Vinitaly. Andare in ordine sparso è un profondo errore».
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