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Empoli

Profughi, da Empoli a Manduria

Sergio Baviello responsabile dei vigili del fuoco del circondario
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Sergio Baviello responsabile dei vigili del fuoco del circondario

I vigili del fuoco del circondario in prima fila nella gestione sia nei campi della Toscana sia di quelli fuori regione

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EMPOLI. I vigili del fuoco di Empoli sono stati e continuano a essere in prima fila nell'emergenza profughi in tutta la Toscana e in alcuni campi fuori regione, come quello di Manduria. Come due anni fa a L'Aquila, gli uomini del distaccamento empolese sono stati chiamati a fare la loro parte. Tirrenia, San Piero a Grado, Massa, Grosseto, Firenze: qui i vigili del fuoco del circondario hanno allestito le strutture di accoglienza e portato cibo e vestiti.  «Questa emergenza ci ha investito in pieno - spiega Sergio Baviello, responsabile del distaccamento Empolese Valdelsa dei vigili del fuoco - perché non è stata affidata direttamente alla Protezione civile, ma al nostro corpo e alle associazioni di volontariato. I nostri uomini sono stati presenti ovunque siano stati chiamati, in Toscana come in altre regioni». 

Il caso di Manduria ne è un esempio. «Siamo arrivati nel campo pugliese appena è stata firmata l'ordinanza dal Consiglio dei ministri - racconta il vigile coordinatore Marco Mugnaini, che è stato a Manduria - e ci siamo alternati in turni di 6 persone ogni quattro giorni. Purtroppo abbiamo assistito alle prime fughe dei migranti: il primo giorno di arrivo su 200 persone in 180 hanno tentato la fuga. Là abbiamo montato le tende e allestito i servizi igienici».  In quasi tutti i luoghi, al di là di alcuni episodi spiacevoli e di intolleranza, i vigili del fuoco empolesi hanno trovato solidarietà verso i profughi da parte dei cittadini, anche se sono tutti concordi nel dire che il modello Toscana sia stato il migliore. «La dislocazione di piccoli gruppi di persone in strutture sparse sul territorio si è rivelata una scelta felice - spiegano Baviello e Mugnaini - mentre nelle grosse tendopoli ci sono stati problemi maggiori». M.P.

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