Attenzione
Solidarietà al parroco di Pozzale nell’occhio del ciclone per le messe che sembrano esorcismi
I fedeli: noi stiamo con don Nicola
Luciano Menconi
«L'arcivescovo non lo punisca, quei riti sono normali benedizioni»
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EMPOLI. Non parla il parroco nell'occhio del ciclone per le messe choc riprese con una telecamera nascosta da un inviato del programma tv Le Iene. E non parla neanche l'arcivescovo che vuole prima capire meglio cosa avvenisse il venerdì sera nella chiesa di Pozzale. Qualcuno però si fa sentire. Tra i fedeli che da parecchi mesi partecipano ai riti del venerdì sera nella chiesa della Beata Vergine in Valdorme c'è anche il signor Gigi di Fornacette. Mezza età, padre di famiglia, con la moglie ha conosciuto don Nicola tramite amici, ne è diventato un estimatore e ora lo difende a spada tratta. «Anch'io - spiega - partecipo a queste messe e va detto che non sono messe esorcistiche ma messe di benedizione e guarigione. Sono riti che vengono svolti anche in molte altre chiese e nessuno grida allo scandalo. Le immagini che sono state riprese, tra l'altro in maniera scorretta, intrufolandosi nella chiesa con telecamere nascoste, sono immagini che danno un'impressione diversa dalla realtà. Le scene, registrate in occasione di due messe celebrate a distanza di parecchio tempo l'una dall'altra, sono state montate in modo tale da enfatizzare certi episodi particolari. Se su circa centocinquanta fedeli ci sono casi di persone bisognose, che stanno male, non vedo perché debbano provocare tutto questo scalpore». Manipolazione, inganno, sotterfugio: ci sarà di mezzo il demonio? «No - risponde serio - sarebbe infantile sostenere questa tesi. Certo è che qualcuno evidentemente non vuole bene a don Nicola e perciò ha suggerito di sollevare questo gran polverone». Il signor Gigi dà voce ai molti fedeli vicini al parroco di Pozzale che venerdì sera non hanno potuto seguire la messa perché sospesa dall'arcivescovo e che adesso non sanno quando potranno ritrovarsi in chiesa per celebrare il rito eucaristico. «Noi siamo cristiani - continua - e non apparteniamo a sette di altre religioni, non siamo dei fanatici e tutte le persone che credono in Dio sanno con fermezza quanto abbiamo bisogno di sacerdoti come don Nicola che vivono la loro vocazione come una missione al servizio degli altri, soprattutto delle persone che hanno più bisogno. Chi lo ha messo alla gogna per le messe del venerdì non sa che si tratta di normali messe di benedizione e guarigione, che si tengono regolarmente a Bientina come nel Mugello. Vi partecipa gente di tutte l età, da 18 a 70 anni, se poi c'è qualcuno che ha problemi psicologici oppure va in trance come un indemoniato non significa che quelle messe possano essere associate agli esorcismi. Noi che tutti i venerdì sera ci ritroviamo lì dalle 21,30 alle 24,30 o l'1 di notte sappiamo che si tratta di riti normali e che don Nicola ha la facoltà di aiutare chi sta male». Infine un appello all'arcivescovo. «Con umiltà - conclude il signor Gigi - mi rivolgo a sua Eminenza per chiedergli di valutare il caso come suo dovere ma di tenere presente quali altri seri motivi ci possono essere per punire un sacerdote che adempie ai suoi doveri cristiani e umani. Il mondo è già pieno di persone atee o non praticanti, i ragazzi non vanno più a messa, è questo il futuro della chiesa? D'altronde se un prete fa cose davvero brutte certe volte si tende ad archiviare tutto, qui c'è un bravo parroco che fa solo del bene ai fedeli, sarebbe incomprensibile se fosse punito».
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