Sicurezza
Proteste nella frazione empolese per le difficoltà e i pericoli della circolazione
La strada per Pozzale non regge più il traffico
Marco Fani
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Un camion cerca di attraversare via Val dOrme facendo zig-zag tra unauto e un furgone In via Val d'Orme ingorghi continui, gli abitanti chiedono lo stop dei camion
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EMPOLI. Auto a velocità sostenuta, bus e mezzi pesanti che non riescono a farsi spazio sulla carreggiata, costretti a salire sul marciapiede per evitare incidenti. È l'incubo con cui convivono decine di famiglie di via Val d'Orme. Si tratta della strada storica che dà accesso alla frazione del Pozzale, parallela alla principale Valdorme Nuova. Un'arteria molta trafficata sia di mattina che nel tardo pomeriggio, al tal punto che la situazione è diventata insostenibile. Gli abitanti chiedono un incontro con l'amministrazione comunale per valutare il modo migliore per mettere fine ai disagi. Tra le proposte dei residenti c'è l'installazione di dossi o attraversamenti pedonali in sicurezza sulla carreggiata per limitare la velocità dei veicoli, ma anche quella di abbassare il limite di percorrenza a trenta all'ora. In tanti sostengono la necessità di vietare il passaggio ai mezzi pesanti, ma c'è anche chi è favorevole all'introduzione del senso unico (o eventualmente alternato) sulla carreggiata. I punti più a rischio sono tre: uno all'incrocio con la strettissima via Pozzale, il secondo all'altezza dell'intersezione con via Adamello, ma anche la semicurva a pochi metri dalla farmacia del paese. «La situazione è diventata insostenibile - racconta Maria Messina, residente al civico 86 - purtroppo il passaggio continuo dei veicoli crea pericoli per i pedoni che percorrono la strada a piedi. Basta pensare che camion e autobus non riescono a scambiarsi se non con grande difficoltà, andando a finire constantemente con le ruote sui marciapiedi. E negli ultimi tempi sono accaduti diversi incidenti». Una soluzione potrebbe essere quella di inserire il senso unico di marcia. «Purtroppo non è una carreggiata molto ampia - puntualizza Messina - e forse col senso unico si potrebbe risolvere la situazione, senza per questo penalizzare ulteriormente chi parcheggia la vettura ai lati della carreggiata». Il senso unico, tuttavia, non trova tutti d'accordo, come spiegano all'edicola Freschi nella confinante via Poggio per San Donato. «Non so se il senso unico possa essere la soluzione migliore - spiega la titolare - anche se siamo tutti consapevoli che è necessario intervenire. Forse sarebbe più opportuno abolire del tutto il passaggio dei mezzi pesanti, spostandoli sulla vicina via Valdorme Nuova, che essendo una strada più ampia ha caratteristiche più idonee». A preoccupare è anche l'alta velocità con cui le auto e i ciclomotori raggiungono il cuore del Pozzale. «Abbiamo la fortuna di avere uno spazio per parcheggiare le macchine dietro casa - spiegano dalla famiglia Lelli - ma la situazione della carreggiata è da bollino rosso. Forse sarebbe opportuno pensare alla possibilità di installare dei dossi, come è avvenuto per altre zone di Empoli». Tanti i pericoli quotidiani. «Le auto sfrecciano a velocità sostenuta sia di giorno sia di notte - concorda Stefano Savini - sicuramente superiore al limite di cinquanta che è presente sulla strada». Non manca nemmeno una proposta alternativa. «Percorrere questa strada a piede è veramente un incubo - racconta Luciana Giubbolini, che ogni giorno va nel centro della frazione ad acquistare i generi alimentari - credo che non sarebbe sbagliato mettere un sefamoro all'ingresso della strada, uno per chi proviene da Casenuove, un altro per chi arriva da Empoli e alternare la percorrenza della strada garantendo più sicurezza per i pedoni e diminuendo la velocità delle auto». Tra i punti più pericolosi c'è anche l'incrocio con la confinante via Pozzale. «Purtroppo - conferma Adriano Vestri, titolare della storica merceria di paese - le auto sfrecciano velocemente anche su questa arteria secondaria, immettendosi poi sulla vicina via Valdorme o proseguendo dopo l'incrocio in via Poggio per San Donato».
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