Sicurezza
«Non dovevo a Mara 60mila euro»
Gabriele Firmani
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Ubaldo Voli in aula a Firenze Voli si difende in aula su un prestito avuto dalla vittima
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FIRENZE. Spunta una somma di 63 mila euro, che Ubaldo Voli avrebbe dovuto restituire alla vittima, nel processo in corso nell'aula bunker del tribunale contro il 74enne empolese, unico imputato per l'omicidio di Mara Furlan. La donna di 54 anni, di origini friulane, scomparsa dalla propria abitazione di Spicchio, il 24 novembre 2007, e ritrovata morta due settimane più tardi in un bosco del Montalbano, aveva preparato, pochi giorni prima della sua sparizione, un'impegnativa di pagamento da far firmare direttamente al Voli, suo ex-compagno, al quale nel 2003 aveva accordato la stessa cifra come prestito. Sebbene la copia del documento sia stata ritrovata durante le prime perquisizioni a seguito della scomparsa della donna, nella stanza che Voli continuava ad abitare in casa della Furlan anche all'indomani della cessazione della loro relazione sentimentale, da parte dell'imputato, a riguardo, è arrivata una secca smentita circa la sua attendibilità: «Di quel foglio - ha detto ieri rispondendo alle domande del pubblico ministero Giuseppe Bianco - non ne sapevo niente; se è finito in camera mia è stato perché lo ha messo Mara a mia insaputa». Per Voli, la richiesta di restituzione del denaro che aveva ricevuto pochi anni prima per l'acquisto di nuovi macchinari nell'impresa di cartellonistica luminosa di cui era titolare, non avrebbe infatti avuto ragione di esistere: «Mara - ha dichiarato - aveva sempre professato la sua volontà di poter partecipare agli utili dell'azienda, anziché richiedere indietro l'intero ammontare della somma». La seconda parte dell'esame dell'imputato, richiesto dall'avvocato Saverio Giangrandi, è poi servita alla pubblica accusa per tornare sulle ore immediatamente successive alla sparizione della signora Furlan, che smise di rispondere al suo telefono cellulare intorno alle 10 e un quarto della mattina di sabato 24 novembre 2007. In particolar modo, è nel ricomporre le azioni svolte nella sera di quella stessa giornata che Voli ha presentato qualche incertezza: se negli interrogatori in sede d'indagine e fino all'udienza di giovedì scorso, aveva sempre raccontato di aver cenato a casa per poi dirigersi dopo le 21, verso una sala da ballo di Campi Bisenzio, ieri non ha saputo rispondere alla domanda del pubblico ministero che gli contestava il fatto di essere già collegato alle 19,45, alla cella telefonica di Sesto Fiorentino, che quindi copriva anche il comune di Campi. Ieri mattina l'aula ha appreso del deposito presso la Siae di un progetto di riforma della legge elettorale brevettato dall'imputato: la richiesta di particolari su tale originale iniziativa è stata però bloccata dal presidente della corte d'assise Nicola Pisano, che non ha considerato la materia d'interesse per il processo.
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