La manifestazione
Lassessore regionale visita lOpg di Montelupo e poi riceve il comitato per il San Pietro Igneo
Primo soccorso, si muove Firenze
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Lassessore regionale Daniela Scaramuccia col direttore Eugenio Porfido Scaramuccia: verificheremo come potenziarlo
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FUCECCHIO. Più di 7.000 firme per chiedere il potenziamento del punto di primo soccorso dell'ospedale San Pietro Igneo sono state consegnate ieri pomeriggio all'assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia da una delegazione di cittadini del Comitato intercomunale Medio Valdarno Inferiore. L'incontro, informa una nota della Regione, si è svolto «in un clima di dialogo costruttivo»: il Comitato ha esposto le motivazioni che spingono i cittadini ad affrontare il tema sollevato e in particolare alcune criticità nell'accesso al pronto soccorso dell'ospedale di Empoli, l'opportunità di rafforzare il punto di primo soccorso di Fucecchio e di ripensare il servizio di guardia medica a Fucecchio e Santa Croce. Scaramuccia, dal canto suo, ha ribadito la centralità del pronto soccorso di Empoli, assumendo come impegno una puntuale verifica sugli elementi di criticità rappresentati e un ulteriore approfondimento su qualità e quantità degli accessi al pronto soccorso di Empoli e alla guardia medica delle due postazioni indicate. I risultati dell'indagine saranno condivisi con il Comitato in un incontro che sarà organizzato a inizio maggio. Prima di ricevere il comitato per il punto di primo soccorso di Fucecchio, l'assessore Scaramuccia ha visitato l'ospedale di Montelupo. Ad accompagnarla nella visita mattutina, Maria Pia Giuffrida, provveditore dell'amministrazione penitenziaria della Toscana, Antonella Tuoni, direttore dell'Opg, Rossana Mori, sindaco di Montelupo, Eugenio Porfido, direttore dell'Asl, Franco Scarpa, dirigente dell'unità operativa psichiatria in carcere. L'assessore ha confermato l'impegno della Regione per il superamento della struttura. «Il necessario percorso di superamento dell'Opg è già avviato - ha detto - e noi vogliamo accelerarlo. A tal fine risulta prioritario individuare un iter sanitario che consenta a ciascun paziente di costruirsi un futuro, compatibile con il proprio stato di salute e autonomia. Inoltre è fondamentale raggiungere accordi con le varie Regioni, per agevolare la presa in carico dei cittadini nelle loro zone di origine». Attualmente l'Opg ospita 158 persone, di cui 48 toscani. Molto veloce il turn over: nel 2010 gli ingressi sono stati 142, le uscite 140; nel primo trimestre 2011 29 ingressi e 43 uscite. Il personale sanitario è formato da 11 psichiatri, 10 medici, 24 infermieri, 2 tecnici della riabilitazione psichiatrica, 3 educatori, un tecnico di radiologia, 3 operatori sanitari. L'assessore ha incontrato anche una rappresentanza degli operatori sanitari che le hanno consegnato un documento in cui si legge «che il luogo che dovrà accogliere i pazienti e noi stessi debba avere caratteristiche logistiche e di organizzazione prevalentemente sanitarie. Gli operatori sanitari non sono contrari al superamento degli Opg, chiedono solo che ai loro pazienti sia fornito un luogo di cura, con un'assistenza adeguata».
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