Gioco
Arrivati i 15 profughi una pattuglia della polizia presidierà l'ex mensa
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Sopra l’auto dei vigili che presidia l’ingresso dell’ex centro Emmaus e sopra l’arrivo del pullman di notteSubito visitati dai medici e identificati in commissariato non ancora stabilito per quanto tempo potranno restare
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EMPOLI. Dai 20 ai 35 anni, tutti di Tunisi (così hanno detto) con il sogno di trovare un lavoro o di raggiungere parenti in Francia. Questo l'identikit dei 15 profughi che l'altra notte sono arrivati all'ex centro Emmaus di S. Maria. Un arrivo che al momento non ha suscitato polemiche. «Se si comportano bene, noi non abbiamo problemi», questo il commento di chi abita nella zona. «Non siamo razzisti - spiegano alcuni abitanti che vivono accanto al centro della Misericordia - un giudizio sulla loro presenza lo potremo dare solo tra qualche giorno, quando sapremo chi sono e come si comportano». Anche al centro per giovani con handicap che si trova vicino l'ex mensa non ci sono state contestazioni.
«Ci hanno spiegato - dicono le due operatrici che ci lavorano tre pomeriggi a settimana - che una pattuglia di vigili o della polizia rimarrà sempre qui. Di conseguenza ci sentiamo tranquilli». Dopo l'arrivo nella notte, l'Asl 11 ha proceduto con il controllo sanitario. Tutti sono risultati in buona salute. Ieri mattina sono iniziate le pratiche di identificazione al commissariato. L'iter prevede per tutti una foto e una dichiarazione sui motivi per cui si trovano in Italia. In pogni caso non è prevista alcuna limitazione della loro libertà. I 15 profughi dovrebbero avere un permesso di soggiorno temporaneo. Ancora da stabilire per quanto rimarranno a Empoli. A Santa Maria dormiranno e mangeranno. A molti di loro sono stati dati dalla Misericordia anche capi di abbigliamento. «La prima impressione è stata positiva - spiega Ettore Taddei della Misericordia - ho visto che sono ordinati e precisi».
Alle 13 l'amministrazione comunale con il sindaco Luciana Cappelli e l'assessore Filippo Torrigiani hanno fatto visita al centro. Dura la reazione di Marco Cordone, consigliere provinciale della Lega nord. «Chi proviene dalla Tunisia non è un profugo - spiega l'esponente politico - i clandestini vanno rispediti tutti a casa loro. Tutta questa gente non deve partire e va aiutata a casa loro».
«Ci hanno spiegato - dicono le due operatrici che ci lavorano tre pomeriggi a settimana - che una pattuglia di vigili o della polizia rimarrà sempre qui. Di conseguenza ci sentiamo tranquilli». Dopo l'arrivo nella notte, l'Asl 11 ha proceduto con il controllo sanitario. Tutti sono risultati in buona salute. Ieri mattina sono iniziate le pratiche di identificazione al commissariato. L'iter prevede per tutti una foto e una dichiarazione sui motivi per cui si trovano in Italia. In pogni caso non è prevista alcuna limitazione della loro libertà. I 15 profughi dovrebbero avere un permesso di soggiorno temporaneo. Ancora da stabilire per quanto rimarranno a Empoli. A Santa Maria dormiranno e mangeranno. A molti di loro sono stati dati dalla Misericordia anche capi di abbigliamento. «La prima impressione è stata positiva - spiega Ettore Taddei della Misericordia - ho visto che sono ordinati e precisi».
Alle 13 l'amministrazione comunale con il sindaco Luciana Cappelli e l'assessore Filippo Torrigiani hanno fatto visita al centro. Dura la reazione di Marco Cordone, consigliere provinciale della Lega nord. «Chi proviene dalla Tunisia non è un profugo - spiega l'esponente politico - i clandestini vanno rispediti tutti a casa loro. Tutta questa gente non deve partire e va aiutata a casa loro».
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