La fotografia del comparto dall’indagine dell’Osservatorio socio economico
Sparite altre 50 aziende agricole
Luciano Menconi
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Al lavoro nei campi dell’Empolese ValdelsaCalano i volumi d'affari, tengono i profitti grazie ai tagli del personale
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EMPOLI. Continua a diminuire il numero delle imprese agricole nell'Empolese Valdelsa. E tra quelle che riescono a stare sul mercato, molte devono sputare sangue per fare tornare i conti. La fotografia del comparto agricolo scattata dall'indagine dell'Osservatorio socio-economico dell'Empolese Valdelsa è questa: una cinquantina di aziende in meno nel 2010 rispetto al 2009, netto e generalizzato calo del volume di affari, profitti che tengono ma al prezzo di un forte ridimensionamento dei costi, quello del lavoro in primis. L'indagine, curata da Fulvio Vicenzo della Cia (la confederazione che rappresenta quasi 800 aziende del circondario, circa duemila in provincia), è stata illustrata e commentata nella sede dell'Agenzia per lo sviluppo da Paola Rossetti, sindaco di Montaione e delegato all'agricoltura del Circondario, Luigina D'Ercole, imprenditrice certaldese vicepresidente provinciale della Cia, e dallo stesso Vicenzo.
Sempre meno imprese. Uno dei dati più significativi che emerge dal report congiunturale 2010 è appunto il calo del numero delle aziende. Tra il 2004 e il primo trimestre 2009, si è passati da 2.487 imprese attive a 2.146. Tra 2009 e 2010 (il dato è riferito al terzo trimestre) si è scesi a 2.100, ovvero altre 46 imprese in meno.
Volumi d'affari e profitti. Il volume d'affare è calato in media del 30%, anche se i bilanci di gran parte delle aziende sono rimasti in pari grazie a un notevole contenimento dei costi. Una delle voci su cui si è tagliato di più è stata quella del pesonale, con una netta riduzione sia di quello fisso sia di quello temporaneo.
Zone e settori colpiti. I comuni dove la mortalità delle aziende è stata maggiore sono Castelfiorentino, Montaione ed Empoli, ma nessuna zona del circondario è stata risparmiata. Riguardo ai settori a soffrire maggiormente sono state le coltivazioni di cereali, gli ortaggi, ma anche e soprattutto olio e vino. Segnali leggermente positivi invece provengono dal comparto dei bovini da carne, del miele e dell'agriturismo. In generale vanno meglio le aziende con forte diversicazione produttiva e multifunzionalità. Le più in crisi invece sono le aziende piccole, con terreni non superiori ai 6 ettari.
Le strategie. Il sindaco Rossetti, oltre a ricordare l'impegno del Circondario nella promozione dei prodotti locali, ha sottolineato come sia importante convincere e aiutare i piccoli produttori ad aggregarsi per riuscire insieme ad affrontare le sfide del mercato e più in generale come si debba puntare sulla multifunzionalità per contrastare la crisi.
Sempre meno imprese. Uno dei dati più significativi che emerge dal report congiunturale 2010 è appunto il calo del numero delle aziende. Tra il 2004 e il primo trimestre 2009, si è passati da 2.487 imprese attive a 2.146. Tra 2009 e 2010 (il dato è riferito al terzo trimestre) si è scesi a 2.100, ovvero altre 46 imprese in meno.
Volumi d'affari e profitti. Il volume d'affare è calato in media del 30%, anche se i bilanci di gran parte delle aziende sono rimasti in pari grazie a un notevole contenimento dei costi. Una delle voci su cui si è tagliato di più è stata quella del pesonale, con una netta riduzione sia di quello fisso sia di quello temporaneo.
Zone e settori colpiti. I comuni dove la mortalità delle aziende è stata maggiore sono Castelfiorentino, Montaione ed Empoli, ma nessuna zona del circondario è stata risparmiata. Riguardo ai settori a soffrire maggiormente sono state le coltivazioni di cereali, gli ortaggi, ma anche e soprattutto olio e vino. Segnali leggermente positivi invece provengono dal comparto dei bovini da carne, del miele e dell'agriturismo. In generale vanno meglio le aziende con forte diversicazione produttiva e multifunzionalità. Le più in crisi invece sono le aziende piccole, con terreni non superiori ai 6 ettari.
Le strategie. Il sindaco Rossetti, oltre a ricordare l'impegno del Circondario nella promozione dei prodotti locali, ha sottolineato come sia importante convincere e aiutare i piccoli produttori ad aggregarsi per riuscire insieme ad affrontare le sfide del mercato e più in generale come si debba puntare sulla multifunzionalità per contrastare la crisi.
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