Il Tirreno

Empoli

La città e le storie raccontate da Cioni con le immagini

Uno scorcio di Parco Corsini sotto la neve fotografato da Cioni
◗
Uno scorcio di Parco Corsini sotto la neve fotografato da Cioni

4 MINUTI DI LETTURA





 FUCECCHIO. Le foto d'arte si guardano, ma qualcuna ci colpisce come se guardasse noi dentro. «Può essere che ci vediamo altro». conferma Nicola Cioni, 45 anni, che alterna la professione d'architetto con la passione fotografica. Racconta Fucecchio, e anche storie, con le immagini. Sta preparando la mostra personale del prossimo giugno a Berlino, nella prestigiosa Galerie Ratskeller.  Già ha vinto a Milano il premio Fotografia Italiana Arte Contemporanea, trecento partecipanti, dieci finalisti, tre premiati.  «Conosco una brava collega torinese, riesce a vivere a Londra - racconta -. Nel Regno Unito le foto d'arte, grande formato, si vendono; e gli acquirenti le appendono in casa o le collezionano come da noi i quadri. Hanno tirature limitate, massimo tre copie, numerate e firmate».  Ci arriveremo anche in Italia? Sembra perplesso. «E pensare che nel 1911, giusto un secolo fa, i futuristi italiani esplorarono ogni forma espressiva, compresa la fotografia "mossa". Poi però non c'è stato gran séguito».  Come nasce la passione in un artista? «Da bambino, mia madre scattava le foto ma ero io che portavo la borsa, con tre obiettivi, e dunque pesante un paio di chili. Le foto erano in analogico, occorreva la pellicola, bisogna mettere a fuoco, i soggetti dovevano stare fermi. Forse è per questo che ora vedo per inquadrature, e anche quando non ho a portata di mano la macchina fotografica penso come scatterei: formato orizzontale o verticale, campo lunghissimo o dettaglio». Figuriamoci la neve del dicembre scorso.  «L'ho fotografata a colori. Tutti erano accorsi nel parco Corsini presso la statua di Eloisa del maestro Arturo Carmassi. Invece io sono andato alle scalette che scendono verso la "ghiacciaia", avevo portato con me delle lampade rosse e ho colorato di luce il paesaggio (la foto è quella pubblicata, anche se in bianconero). Poi mi sono recato sull'argine dell'Arno: più di mezzo metro di neve intonsa, un silenzio irreale, un ambiente che non era più lo stesso, trasformato dalla natura. Un'emozione che spero d'essere riuscito a fermate sull'immagine, e a ritrasmettere a chi la guarda».  Una personale soddisfazione l'ha avuta all'evento-mostra "My Land" nella casa sanminiatese dell'artista (pittore) Giorgio Brogi. Ha proposto, Cioni, "Memorie di carta": una fotologia in nove scatti, con proiezione effetto blog, che il critico fotografico Fausto Raschiatore recensisce così: «Dalla prima immagine, in cui non è chiaro il contesto, si passa alla seconda nella quale s'intuisce che si tratta d'esumazione, e quindi alla terza: in questa, il Soggetto è visibile. Nella successiva, la quarta, il Soggetto è divenuto di carta e colui che ne raccoglie i "resti" blocca il mosso e la sequenza, per un attimo, per poi lasciare cadere il foglio e proseguire il proprio cammino, calpestato a sua volta - il Soggetto è nel frattempo divenuto immagine sulla carta - da una figura nuova (altro Soggetto), che si allontana verso il proprio destino (metafora di tutti noi)».  Con una ventina d'anni d'esperienza, avendo anche attraversato l'esperienza delle diapositive, e ora il digitale con il foto ritocco, le correzioni, la luminosità, come si fa a vedere se una foto è ben riuscita? «Non lo dice il gradimento soggettivo, lo dice il tempo. Le foto "invecchiano", dopo un po' mostrano le rughe o i difetti, non piacciono più. E' vero che le guardiamo con altri occhi, cioè con maggiore esperienza. Ma è altrettanto vero - conclude Cioni - che qualcuna conserva il fascino, sembra addirittura migliorata. La foto d'arte è quella». Luciano Gianfranceschi    LINGUAGGIO ORIGINALE Cantore di emozioni quotidiane  Nicola Cioni è stato tra i promotori, insieme ad Alfredo Sabatini e Marco Neri, di un corso fotografico di base, tenutosi presso il Circolo sportivo fucecchiese: una decina di lezioni molto apprezzate. Ma la leggenda vuole che abbia iniziato da solo, senza frequentare quei corsi in cui ora insegna tecnica e segreti. Così ha inventato un linguaggio personale: dapprima i paesaggi, poi le persone, e di queste le emozioni quotidiane, o il giorno di festa delle famiglie d'immigrati, il Palio delle contrade. E gli spettacoli messi in scena da Firenza Guidi per Elan Frantoio, mixando attori professionisti e promettenti giovani locali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa