Il Tirreno

Empoli

Secondo il piano della Regione un gruppo dei migranti destinati alla Toscana verrebbe ospitato dalla Misericordia

I profughi tunisini da Coltano a Empoli

La sede della Misericordia e più a sinistra il governatore Giovanni Pagliai
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La sede della Misericordia e più a sinistra il governatore Giovanni Pagliai

Il sindaco: è un'emergenza umanitaria, una ventina di loro possiamo accoglierli

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 EMPOLI. La generosa disponibilità della Misericordia, il senso di responsabilità di una terra solidale, i vincoli politici con la guida della Regione. È per questo che Empoli è finita nell'elenco delle dieci città toscane a cui il governatore Rossi ha pensato per risolvere l'emergenza immigrati in Toscana dopo che la rivolta di Pisa ha fatto saltare il progetto di ospitare nell'ex base radar di Coltano cinquecento profughi tunisini in partenza da Lampedusa.  La soluzione individuata da Rossi - distribuire i profughi in una decina di piccole strutture sparse in Toscana - si è profilata nella giornata di ieri. A tarda sera non c'era ancora nulla di deciso in maniera definitiva né tanto meno di ufficiale. Ma la scelta di Empoli, in particolare di una struttura gestita dalla Misericordia, veniva data per acquisita un po' da tutti, sia a Firenze sia qui.  Il governatore della Misericordia Giovanni Pagliai ha confermato la disponibilità della confraternita locale, il Comune si è detto pronto a fare la sua parte. «Una città come Empoli - ha commentato il sindaco Luciana Cappelli - non può tirarsi indietro di fronte a un'emergenza umanitaria come questa. Con la qualità delle associazioni di volontariato e le strutture disponibili sul territorio non possiamo dire di no. Ospitare una ventina di profughi, questa è la dimensione della collaborazione che ci è stata richiesta dalla Regione, non può essere un problema per una realtà come la nostra. Ovviamente andranno ben definiti i termini dell'impegno, dovrà essere stabilita una convenzione che spieghi chi si dovrà occupare di cosa e chi ovviamente dovrà sostenerne i costi finanziari. Ne ragioneremo nel dettaglio con Regione e Protezione civile».  Il governatore della Misericordia ha discusso della questione per tutta la giornata con la Misericordia di Firenze, suggerendo anche possibili soluzioni logistiche-operativa. «Finora - ha precisato ieri sera il governatore Pagliai - non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale né tantomeno alcuna istruzione. Possiamo ribadire che siamo pronti a fare la nostra parte, qualunque fosse il tipo di collaborazione che ci venisse richiesto. Certo, nel nostro albergo possiamo ospitare al massimo 10 persone, ma ci sono altre strutture dove ne potrebbero essere ricoverate altrettante. Se poi la soluzione fosse quella delle tende, credo che non ci sarebbero problemi ad accogliere 50 o anche 100 profughi. Per la nostra nuova mensa di via XI Febbraio fare da mangiare per un centinaio di persone è un lavoretto da poco. E i nostri 500 volontari sarebbero entusiasti di dare un contributo concreto di fronte a una dramma di queste dimensioni. Certo, ho sentito che in città c'è già chi è pronto a lamentarsi, ma credo che se ospitassimo qui per qualche mese questi disperati non succederebbe nulla. Per questo attendiamo che ci vengano date indicazioni più precise sul tipo di lavoro che dovremo fare, le condizioni, la durata, il contesto. Una volta ricevute, saremo operativi nell'arco di dieci ore». ALTRO SERVIZIO A PAGINA 5

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