La manifestazione
Smog, centraline in pensione
Filippo Cioni
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La centralina di Empoli in via Ridolfi Impossibile ora sapere gli sforamenti delle polveri sottili
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EMPOLI. Non è più possibile conoscere la qualità dell'aria che respiriamo. Il motivo è che la centralina di monitoraggio di via Ridolfi è stata dismessa. La stessa cosa è successa anche a Montelupo. In giorni in cui infervora il dibattito sulla presenza pesante di smog nelle città, a Empoli diventa insondabile. All'inizio dell'anno la Regione con Arpat e Province ha ridisegnato una nuova rete della qualità dell'aria formata da 32 centraline. E in questa riorganizzazione Empoli è stata esclusa dalla rete di rilevazione. Eppure lo scorso anno, esattamente i primi di febbraio, monitorammo come in città lo sforamento degli inquinanti esisteva e non era certo un fenomeno sporadico. Ne contammo dodici nel solo mese di gennaio. In pratica il livello massimo di PM10, fissato dalla legge a 50 milligrammi al metro cubo, era stato superato molto spesso. Da gennaio fare una rilevazione del genere non è più possibile. Sarebbe stato interessante capire se la situazione in città fosse migliorata o fosse ancora la stessa. Certo con una media rispettata pari a quella registrata un anno fa, saremmo stati già ad un buon punto per superare il massimo di 35 sforamenti annui che lo Stato italiano ha recepito da poco come limite imposto dall'Ue. Dall'inizio del 2011 la Toscana ha inoltre invitato i comuni monitorati a intervenire con ulteriori provvedimenti rispetto a quelli già in vigore, superato il quindicesimo giorno di sforamento. Così da sgongiurare il rischio di oltrepassare il limite massimo di 35. Sono 14 i comuni in Toscana, otto dei quali in provincia di Firenze, considerati adesso come "sentinella". Dal 2011 il superamento delle polveri sottili è diventato significativo solo se misurato dalle stazioni di rilevamento installate nei cosidetti "siti di fondo urbano". Quelli cioè dove si può registrare un'esposizione media della popolazione allo smog, quindi sono state escluse le stazioni collocate nei punti di maggior traffico, dette stazioni urbane-traffico. Come quella di Empoli in pratica, collocata a ridosso di una strada molto transitata del centro. Una decisione che ha creato molte perplessità. Rete No Smog Firenze, per esempio, si è schierata fortemente contro il provvedimento che nel capoluogo prende a riferimento adesso centraline collocate in zone meno battute dalle auto (come ai giardini di Boboli) che nelle centrali via Gramsci e Ponte alle Mosse. A Empoli, città che dal 2010 ha vietato l'ingresso nel centro storico ai mezzi euro 0 ed euro 1, non esiste più un'opera di monitoraggio. La nostra città non è considerata a rischio e quella centralina dismessa non è stata considerata significativa dalla Regione. Eppure quegli sforamenti di solo un anno fa non ci vanno proprio via dalla mente.
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