Il Tirreno

Empoli

Brigante delle Cerbaie

Trombetta specializzato in sequestri

Riccardo Cardellicchio

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 FUCECCHIO. A un certo punto, nel Medioevo, si cominciò a diffondere una sorta di manuale per chi si metteva in viaggio, caso mai lungo la via Francigena, destinazione Roma. Manuale pieno d'ingenuità. Una su tutte: dire, a destra e a manca, che s'andava da una parte per nascondere il vero percorso. Il fatto è che, di strade, non è che ce ne fossero molte, a quel tempo. E tutte, o quasi, attraversavano campagne e boschi sterminati, infestati da gente senza scrupoli.  La via Francigena era molto frequentata. Le rapine erano all'ordine del giorno. A un certo punto diventò preoccupante il fenomeno del sequestro di persona. E, nel 1340, Fucecchio fu costretto a prevedere, nel suo statuto, la pena capitale, per questo tipo di crimine.  Il più famoso sequestratore di persona (derobatorem stratarum et viventem racto et captorum hominum: ladro di strada, rapinatore e sequestratore d'uomini) era Franceschino di Pietro, detto Trombetta. Quando la gente era costretta ad attraversare i boschi delle Cerbaie, faceva testamento. Se s'imbatteva nel Trombetta, erano guai seri. I guai, a dire la verità, s'incontravano fino al castello di Ponte a Cappiano, passaggio obbligato per attraversare l'Usciana (Gusciana), definito «luogo di agguati e rapine a opera di un covo di briganti di strada». Dominavano gli esuli lucchesi, guelfi. Tre di essi finirono sotto processo per aver sequestrato un tipo di Capannori, probabilmente un ghibellino, e averlo tenuto rinchiuso nel castello. Trombetta imperversava. Era tanto sicuro di sé, che si spingeva anche oltre. Si sa di "imprese" in quel di Modena e San Miniato.  Ma la sua sicurezza lo fregò. Nei dintorni di Fucecchio (forse a Botteghe), sequestrò due uomini, chiedendo 16 fiorini per il loro rilascio. Ma, invece dei fiorini, vide arrivare i birri, che riuscirono a impacchettarlo e a portarlo davanti al podestà di Fucecchio. Processo e condanna alla decapitazione. Un colpo di mannaia da parte del boia. Esecuzione avvenuta, sicuramente, in piazza Maggiore, l'attuale piazza Vittorio Veneto. Spettacolo con tanta gente.

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