Sicurezza
Confesercenti: "Scelta senza senso, così si danneggiano le strutture"
2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. «La tassa di soggiorno nel circondario non avrebbe senso». Andrea Bertini di Confesercenti ha le idee chiare in merito all'ipotesi di far pagare ad ogni turista una cifra proporzionale alla permanenza nelle strutture ricettive dell'Empolese-Valdelsa. Che sia un euro a notte, o due, poco cambia. Ciò che non va giù a Bertini è il principio: «Per capire la nostra posizione bisogna analizzare i dati relativi al turismo nel nostro circondario. Il turista che viene qui si trattiene per cinque-sei giorni. Chi sceglie una struttura del circondario lo fa sia per visitare la nostra zona che per avere un punto di appoggio strategico per andare alla scoperta delle bellezze della Toscana. Se si prende per esempio un "due stelle", ogni persona dovrà pagare 12 euro. In due sono ventiquattro euro». Questo finirebbe per danneggiare le strutture ricettive stesse: «Dobbiamo già fare i conti con l'Iva al 20%, mentre in tutti gli altri Paesi è più o meno dimezzata. E alla fine gli operatori si troverebbero a pagare sulla loro pelle un altro balzello». Tutto questo in un quadro del settore che non è idilliaco: «Negli ultimi dieci anni le strutture ricettive si sono moltiplicate e di conseguenza la redditività è diminuita». Da tutte queste considerazioni arriva il netto no di Confesercenti all'idea di istituire la tassa di soggiorno: «A Firenze per esempio il turista si ferma in media un paio di giorni: in quel caso si può anche fare un ragionamento diverso, perché la permanenza è limitata ed effettivamente una città di 370mila abitanti deve garantire servizi per milioni di persone. Ma questo - conclude Bertini - non è il nostro caso». Intanto il consiglio direttivo della Federalberghi-Confturismo, ha dichiarato lo stato di agitazione della categoria: il 17 marzo, giorno della celebrazione dell'Unità d'Italia, gli alberghi verranno invitati a non accettare prenotazioni. Ma è aperta la strada della mediazione. Intanto i proventi della tassa comunale di soggiorno andranno in parte alle strutture turistiche: è quanto ha concordato il ministro Brambilla con il collega Calderoli. E comunque i Comuni che intenderanno istituire la tassa di soggiorno dovranno discutere con la rappresentanza degli imprenditori delle strutture ricettive. F.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
