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LA STORIA

Quando Gracci tornò a casa

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 FUCECCHIO. Alla memoria di Metello Gracci, nato nel 1920 e vissuto a Montelupo, è stata assegnata dal Presidente della Repubblica Napolitano una medaglia d'onore in quanto deportato e internato nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. I parenti di Gracci (scomparso nel 2004), in particolare la figlia Anna Maria e il nipote Francesco Tamburini risiedono da anni a Fucecchio. Gracci fu preso dai nazisti mentre era militare negli alpini e per tre anni e mezzo rimase prigioniero ai lavori forzati prima in Germania e poi in Austria. «Prima di partire il servizio militare - racconta la figlia Anna Maria - era cantoniere al Comune di Montelupo. Di lui, dopo la deportazione, i suoi genitori non ebbero più notizie per alcuni anni tanto che risultava disperso e si dava per scontato che fosse morto in un lager. Fece invece ritorno a casa con la fine della guerra e riprese posto al Comune di Montelupo come cantoniere sostituendo sua padre che andò in pensione proprio per restituirgli il posto. La vita della sua famiglia è stata legata per tanti anni al Comune di Montelupo: anche mia madre lavorava lì come custode e anche la nostra abitazione si trovava all'interno del palazzo comunale».

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