Finanza
LE TAPPE
Ecco cosa si deve fare
Ma.Pa.
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EMPOLI. Sono tre le tappe che i proprietari di case fantasma dovranno fare per regolarizzare la loro posizione (sono escluse le costruzioni precarie, le vasche per l'irrigazione, le tettoie, i pollai, i pozzi e le serre). Entro il 31 marzo prossimo dovranno passare prima per il catasto, poi per il fisco e quindi per il comune di residenza. Ma andiamo con ordine. Catasto. Il primo passo è quello di denunciare l'immobile non dichiarato all'ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio, dopo aver incaricato un tecnico professionista (che deve essere iscritto all'albo degli ingegnieri, degli architetti, dei geometri, dei periti edili e agrari o dei dottori agronomi e agrotecnici) che aggiornerà la mappa catastale e assegnerà una rendita all'unità immobiliare. Chi non avesse mai ricevuto un avvertimento da parte dell'Agenzia, ma dubitasse di essere titolare di un fabbricato fantasma può verificare sugli elenchi delle particelle, accedendo al sito www.agenziaterritorio.gov.it. Adempimenti analoghi devono essere fatti per gli immobili già censiti, nelle quali siano state eseguite ristrutturazioni che hanno incrementato la rendita in misura consistente. Fisco. Una volta in possesso della rendita catastale i proprietari dovranno sanare la posizione fiscale sia ai fini dell'Irpef che dell'Ici per il periodo pregresso, cioè a partire dalla data di effettivo utilizzo del fabbricato. Questo è possibile risalendo fino al quinto anno precedente (con sanzioni ridotte fino al 12,50%). Nel caso di fabbricati rurali non è necessario l'adempimento fiscale. Comune. Il terzo passo è la regolarizzazione urbanistico-edilizia, che dovrà essere effettuata preso il comune di appartenenza dell'edificio. Per i fabbricati rurali basta prentare una Dia in sanatoria, pagando una sanzione non sopra ai 516 euro. Stessi costi e procedimenti devono essere sostenuti in caso di ristrutturazioni che abbiano modificato la rendita. Mentre per gli immobili di tipo civile o industriale, oltre alla Dia, si devono anche pagare i tributi di concessione e urbanizzazione, sempre che la costruzione sia conforme ai piani comunali. In caso contrario, trovandosi di fronte ad abuso edilizio, scatterebbe la denuncia all'Autorità giudiziaria, la demolizione e la condanna penale.
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