Il Tirreno

Empoli

Case fantasma, stangata in arrivo

Marco Pagli
Una veduta aerea di Empoli
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Una veduta aerea di Empoli

Oltre 3mila immobili dovranno essere regolarizzati entro la fine di marzo

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EMPOLI. Ci sarà tempo fino al 31 marzo per mettersi in regola. Dopodiché scatterà la stangata per i proprietari di edifici non dichiarati al catasto. Una stangata che dovrebbe aggirarsi intorno ai 5-6mila euro. Secondo i dati dell'ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio, nell'Empolese Valdelsa mancano all'appello ancora 3.188 immobili fantasma. Abitazioni, villette, ma anche fabbricati rurali che sono stati scovati dall'occhio vigile dei tecnici, ma che non compaiono nelle mappe catastali. Il lavoro dell'Agenzia del territorio, con la collaborazione dell'Agea, è andato avanti per quattro anni e ha portato alla luce migliaia di irregolarità. Alla fine del 2007 era emerso che gli immobili non dichiarati nel circondario erano più di 6mila.

Numero che in questi anni si è via via ridotto fino a dimezzarsi, stando all'ultima rilevazione del 19 gennaio scorso.  Inizialmente il termine per la regolarizzazione dei fabbricati fantasma era stato fissato per il 31 dicembre scorso, ma il decreto "milleproroghe" del Governo ha dato altri tre mesi di tempo ai proprietari per evitare di incappare in un inasprimento delle sanzioni. In realtà, in questi anni l'Agenzia del territorio si era già attivata per avvisare i titolari degli immobili. Ma in molti, moltissimi casi gli interessati non hanno prestato attenzione agli avvertimenti. Così, adesso, entro poche settimane dovranno provvedere a rimettere i conti se non vorranno vedersi riempire la cassetta della posta con cartelle esattoriali pesanti.  Anche perché il Governo, per chi continuerà a fare orecchie da mercante, sta preparando una sorpresa "salata".

Nella bozza del decreto del federalismo sul fisco municipale, infatti, è stato inserita una novità proprio sugli edifici fantasma: se non verrà modificato il testo, le sanzioni per chi non si è messo in regola saranno quadruplicate e passeranno dal massimo finora previsto di 300 euro (anche se si riducono a 75 se l'importo viene versato entro 60 giorni dalla richiesta) a 1.200 euro.  Ma questa multa non sarà l'unica voce di spesa per chi non provvederà all'obbligo di dichiarazione. Dal momento in cui l'Agenzia del territorio avvia la pratica, tra spese di rilievo (la voce più onerosa con 1.030 euro per case tra 100 e 200 metri quadri e 1.270 per quelle oltre i 200 metri quadri) e sopralluogo, verifica e compilazione dei documenti, classamento e attività estimali, il conto da pagare si arricchirebbe di altre 2.500 euro circa. Che potrebbe ulteriormente salire in base al ritardo nella denuncia e alla natura e grandezza dell'immobile. La stangata può essere limitata se il proprietario effettua la dichiarazione in proprio, cioè incaricando un professionista dei rilievi, entro i termini: in questo caso si risparmierebbero circa mille euro, visto che la spesa stimata è di 1.500 euro.  Oltre a questo, va aggiunto il pagamento degli ultimi cinque anni di Ici e Irpef che spetta a tutti, anche a chi provvede a regolarizzarsi.

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