Il dolore
Il sindaco: Matteo, ci mancherai
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Il sindaco castellano Giovanni Occhipinti «Realizzeremo la mostra su Castello che sognava»
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CASTELFIORENTINO. Così il sindaco Giovanni Occhipinti ricorda Matteo Di Stefano, un cittadino davvero speciale per Castelfiorentino. «Raccontare in poche parole chi era Matteo Di Stefano - scrive Occhipinti - rischia di non rendere pienamente il senso di tutto ciò che lui rappresentava per Castelfiorentino. Era prima di tutto un uomo orgoglioso della sua bella famiglia, che rammentava sempre quando parlava. Un genitore che vegliava con amorevole discrezione e autorevolezza sui suoi figli, ormai grandi, avviati ciascuno al proprio progetto di vita. Un uomo che manifestava entusiasmo per la vita e tutto ciò che faceva: pieno di slanci e passioni, un trascinatore, sia nel privato che in pubblico». «Un vulcano di idee, di progetti, sempre presente a tutte le iniziative della nostra comunità, che lo avevano promosso in modo quasi naturale al ruolo di "fotografo" del Comune di Castelfiorentino. Un fotografo volontario, ma non per questo meno prezioso. Una persona a cui non dovevi neppure chiedere di essere presente ad un evento, perché ci veniva di propria iniziativa. E di propria iniziativa veniva poi in Comune a lasciare le sue foto, che lui donava senza chiedere nulla in cambio, talvolta confezionandole con cura e con quello spirito di altruismo e autentica generosità che lo ha accompagnato nel corso della sua vita». «Le ultime realizzate, il giorno prima del suo ricovero, erano relative alla mostra "La via dei presepi", raccolte in un dvd e distribuite ai tanti che avevano dato anima a questa bella iniziativa. Foto che comprendevano anche la visita dell'arcivescovo Betori del 2 gennaio. In quell'occasione, Matteo mi aveva anticipato una sua idea: una mostra di Castelfiorentino sotto la neve. Aveva già preso accordi con i miei collaboratori, ma avrebbe aspettato il momento propizio, l'arrivo dell'estate, quando sarebbero state più apprezzate. Posso assicurare che la sua idea sarà realizzata, anche se non potrà mai colmare minimamente il vuoto che Matteo ci ha lasciato. Perché Matteo ci ha dato tanto: un uomo capace di costruire, in una società e in un'epoca in cui si è portati più facilmente a denigrare e distruggere. Una persona disponibile e buona, che cercava la giusta misura in tutte le cose, dalla cui bocca mai è uscita una parola di troppo, un giudizio, una cattiveria. Un uomo che privilegiava il fare al dire, lui che con le sue immagini sapeva comunicare più di tante parole. Un uomo per il quale cercheremo di onorare la sua più grande eredità: l'amore immenso e appassionato per il suo paese».
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