Sicurezza
Morto in ospedale, il caso a Roma
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Lospedale San Giuseppe dove è stato operato Di Stefano Dopo la magistratura si muove anche la commissione parlamentare
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EMPOLI. La morte di Matteo Di Stefano, dopo un'operazione per calcoli, smuove la commissione parlamentare, quella di inchiesta sul servizio sanitario nazionale. Il presidente Ignazio Marino ha aperto un'istruttoria. Intanto probabilmente domani verrà eseguita l'autopsia all'istituto di medicina legale di Careggi. Tramite il Nas dei carabinieri, la commissione si è mossa per chiarire le cause della morte di Di Stefano 67 anni, sposato con tre figli, ex infermiere del Santa Verdiana deceduto dodici giorni dopo un intervento chirurgico di colecistemia subito all'ospedale San Giuseppe di Empoli. Il Nas è stato incaricato di raccogliere la documentazione relativa a Di Stefano (cartella clinica e altri atti sanitari), deceduto nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale. Su tale documentazione il presidente Marino riferirà il 26 gennaio all'ufficio di presidenza della commissione stessa per valutare la necessità di avviare di un'inchiesta. E' già in corso comunque un'inchiesta della procura della Repubblica di Firenze a cui i familiari del paziente hanno presentato un esposto proprio per chiarire le cause del decesso e per valutare se ci siano stati errori da parte dei chirurghi dell'ospedale. La procura ha disposto l'autopsia, esame che si terrà probabilmente domani (oggi verrà dato l'incarico). Nell'esposto i figli Silvia, Cristina e Andrea spiegano che l'intervento è stato il 10 gennaio scorso e che era programmato da tempo «per rimuovere calcolosi della colecisti». «L'operazione - hanno spiegato i figli - è durata 40 minuti. Dopo tre ore nostro padre ha cominciato ad accusare dolori molto forti, lo hanno sedato, poi mercoledì 12 lo hanno operato per altre due ore. Solo a quel punto i medici ci hanno comunicato che c'era stata la perforazione dell'ansa ileale». «Per questo motivo - hanno spiegato ancora i figli - nostro padre ha accusato anche uno shock settico». «Lo hanno mantenuto in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva - concludono - poi dieci giorni dopo è morto». Intanto continuano le testimonianze di cordoglio alla famiglia perché Matteo era una persona molto conosciuta in paese. Al funerale interverrà anche il sindaco Giovanni Occhipinti con un ricordo su Di Stefano «una persona di grande cuore che si donava agli altri senza avere nulla in cambio», ha detto il sindaco.
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