Sicurezza
La madre del dj Farfa: «Con Certaldo mio figlio ha chiuso»
◗
Il famoso dj certaldese Francesco Farfa alla consolle e sopra la madre Anna Maria Teresa Bennini2 MINUTI DI LETTURA
CERTALDO. «Indignata e senza parole di fronte a un vero e proprio boicottaggio della serata che vedeva come protagonista mio figlio». Così Anna Maria Teresa Bennini, madre del famoso dj Francesco Farfa, commenta l'annullamento della festa annullata alla discoteca Ypsilon. «Mio figlio - dice la signora - sta pensando di cambiare cittadinanza, perché stanco di queste ingiustizie. Di sicuro qui non farà più serate. Con Certaldo Francesco ha chiuso». La signora Bennini ha aspettato molti giorni prima di parlare. Suo figlio ha preferito non rilasciare dichiarazioni sulla serata che avrebbe dovuto essere un evento, visto che l'anno scorso aveva attirato più di mille persone. L'attesa però è stata vanificata poche ore prima della festa quando l'amministrazione comunale di Certaldo, con un'ordinanza firmata dal vicesindaco Betti, ha chiesto al gestore del locale, l'associazione Casa del Popolo, di chiuderlo per inadempienze relative alle norme sulla sicurezza.
«È stato un vero ne proprio boicottaggio - ripete la donna - preferisco non dire da parte di chi, probabilmente sarà il tribunale ad accertare le responsabilità di quanto è accaduto». L'intenzione infatti è di procedere per vie legali. «Mio figlio - ricorda la signora Bennini - assieme al suo staff era al lavoro da circa sei mesi per preparare questo appuntamento certaldese, la notifica dell'ordinanza è arrivata nelle sue mani soltanto mercoledì 5 gennaio alle 16, poche ore prima dell'evento. È una cosa intollerabile». E ancora: «Questa storia ha creato un precedente perché se è vero che il Comune non ha responsabilità o compiti sulla sicurezza di locali che non sono di sua gestione, un'amministrazione deve tutelare eventi del genere, perché sono miniere d'oro per esercenti e strutture ricettive. Ma questo messaggio non è stato recepito, gli unici che pagano sono i cittadini, non i palazzi del potere». Nessuna telefonata a lei e a Francesco da parte dell'amministrazione comunale: «Anche questo fatto ci rammarica - commenta - nessuno si è fatto sentire, mio figlio non ripudia certo la cittadinanza certaldese ma quelle istituzioni che l'hanno lasciato solo».
Bennini parla di giornalisti da tutta Europa venuti qua per conoscere Certaldo e un esercito di fans da tutta Italia e dalla Spagna e difende l'immagine di suo figlio: «Se qualcuno che riveste cariche molto importanti pensa che Farfa porti droga e pasticche si sbaglia, perché mio figlio, sempre umile e rispettoso, ha aiutato invece molte persone a uscire da quei problemi e quella serata all'Ypsilon era solo un modo per aiutare e ringraziare questa comunità Le famiglie dei minorenni erano tranquille ed entusiaste, perché sapevano che la serata era a pochi passi da casa, nel cuore del paese. E' stato spezzato un sogno, un evento che non si ripeterà più, almeno a Certaldo».
«È stato un vero ne proprio boicottaggio - ripete la donna - preferisco non dire da parte di chi, probabilmente sarà il tribunale ad accertare le responsabilità di quanto è accaduto». L'intenzione infatti è di procedere per vie legali. «Mio figlio - ricorda la signora Bennini - assieme al suo staff era al lavoro da circa sei mesi per preparare questo appuntamento certaldese, la notifica dell'ordinanza è arrivata nelle sue mani soltanto mercoledì 5 gennaio alle 16, poche ore prima dell'evento. È una cosa intollerabile». E ancora: «Questa storia ha creato un precedente perché se è vero che il Comune non ha responsabilità o compiti sulla sicurezza di locali che non sono di sua gestione, un'amministrazione deve tutelare eventi del genere, perché sono miniere d'oro per esercenti e strutture ricettive. Ma questo messaggio non è stato recepito, gli unici che pagano sono i cittadini, non i palazzi del potere». Nessuna telefonata a lei e a Francesco da parte dell'amministrazione comunale: «Anche questo fatto ci rammarica - commenta - nessuno si è fatto sentire, mio figlio non ripudia certo la cittadinanza certaldese ma quelle istituzioni che l'hanno lasciato solo».
Bennini parla di giornalisti da tutta Europa venuti qua per conoscere Certaldo e un esercito di fans da tutta Italia e dalla Spagna e difende l'immagine di suo figlio: «Se qualcuno che riveste cariche molto importanti pensa che Farfa porti droga e pasticche si sbaglia, perché mio figlio, sempre umile e rispettoso, ha aiutato invece molte persone a uscire da quei problemi e quella serata all'Ypsilon era solo un modo per aiutare e ringraziare questa comunità Le famiglie dei minorenni erano tranquille ed entusiaste, perché sapevano che la serata era a pochi passi da casa, nel cuore del paese. E' stato spezzato un sogno, un evento che non si ripeterà più, almeno a Certaldo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
