Il Tirreno

Empoli

Storie di vite distrutte dai terroristi

Marco Sabia
Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo
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Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo

Incontro speciale con i figli di Moro, Conti e Falco

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 EMPOLI. «Attraverso il ricordo dei familiari delle vittime si aiutano i giovani a capire il valore di certi avvenimenti della nostra storia, avvenimenti troppo spesso sconosciuti ai ragazzi di oggi che fortunatamente non hanno vissuto l'epopea del terrore che sono stati gli anni di piombo». Così il sindaco Luciana Cappelli ha presentato ieri in municipio l'iniziativa organizzata dal Comune per martedì prossimo.  In occasione del 36º anniversario dell'uccisione degli agenti di polizia Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo, che cade appunto martedì, al cinema La Perla alle 10 sarà organizzato un dibattito con gli studenti intitolato "Gli altri anni di piombo (storie di vita senza un padre)". Il tema è appunto il terrorismo. Saranno presenti Agnese Moro, figlia dello statista democristiano ucciso il 9 maggio 1978 dalle Br, Lorenzo Conti, figlio del sindaco di Firenze Lando Conti caduto vittima delle Brigate rosso il 10 febbraio 1986, Anna Falco, figlia di Leonardo, ucciso dal terrorista nero Mario Tuti il 24 gennaio 1975.  Oltre a loro interverranno il sindaco di Empoli Luciana Cappelli, Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo e presidente dell'Associazione Avviso Pubblico, e Danilo Di Stefano, presidente dell'associazione nazionale Polizia di Stato sezione "Falco e Ceravolo".  Saranno 450 gli studenti delle classi quarte e quinte di tutti gli istituti superiori che prenderanno posto nel teatro per ascoltare i racconti, le emozioni, i ricordi di queste persone e parlarne insieme a loro. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.  Molte le ragioni che stanno alla base dell'evento di martedì. Una di queste, come sottolinea Di Stefano, «è avvertire i nostri giovani che quello che è successo è il nostro passato ma che, se non stiamo attenti a certi segnali, potrebbe essere anche il nostro futuro». «I giovani - continua Di Stefano - devono sapere che il cambiamento sociale e politico ci può essere, ma che deve essere cercato attraverso il rispetto delle regole democratiche e non come facevano i terroristi, sia rossi che neri, che perseguivano la strada della violenza per modificare le regole di uno Stato che combattevano».  L'incontro avviene proprio a Empoli, città segnata dagli omicidi di Mario Tuti. «Quando Tuti uccise Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo - ricorda il sindaco Cappelli - tutti ci ricordiamo cosa facevamo quel giorno. Tuti oltretutto lavorava in questo municipio ed è stato uno dei peggiori terroristi, anche una volta arrestato e incarcerato». «Noi siamo qui - precisa Andrea Campinoti - per sottolineare che attraverso il ricordo di quegli eventi si afferma con forza il principio che le idee si difendono e si diffondono sempre rispettando le regole democratiche, senza scegliere altre strade, altre scorciatoie. Non c'è ragione - conclude Campinoti - che giustifichi la violenza di un cittadino su un altro, non c'è fine che tenga e questo dobbiamo farlo capire ai nostri giovani».

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