Il Tirreno

Empoli

Pochi locali e zero svago questa città è per vecchi «Ecco le nostre proposte»

Marco Sabia

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Finalmente la parola ai giovani. In particolare di quelli fucecchiesi, forza pulsante di una realtà che però forse non li sfrutta appieno. È quello che è emerso da una nostra inchiesta all'interno del mondo giovanile, un mondo che chiede di essere preso in considerazione seriamente.  Questi giovani invece hanno le idee chiare, hanno idee nuove per valorizzare il proprio territorio. «A Fucecchio la vita notturna manca - dice Lorenzo Taddei - se escludiamo il pub La Limonaia e le contrade c'è veramente poco altro. E menomale che ci sono le contrade, un luogo di aggregazione e di socializzazione».

Sulla stessa lunghezza d'onda è Luca Neri che spiega come siano necessari maggiori punti di ritrovo, di svago per i giovani stessi: «A mio parere - sottolinea Luca - nei giorni come la domenica manca un passatempo, tipo un bowling o un cinema. Inoltre credo che dovremmo sponsorizzare meglio il nostro palio mettendo ad esempio un cartello all'entrata del paese con scritto " Fucecchio: città del Palio" e non solo dell'Infiorata».  «Oltre alla Limonaia - dice Marco Taviani - che è uno dei migliori pub del circondario, a Fucecchio c'è veramente poco. Alcune zone sono anche poco sfruttate, come il vecchio cinema Excelsior, abbandonato al degrado».  È il turno di una ragazza, Federica Pellegrini, anche lei insoddisfatta: «Ci vogliono più possibilità di divertimento nel dopocena. L'offerta nel nostro comune è scarsa. Poi mi piacerebbe vedere la mia città più colorata, destinare un'area ai murales, anche se so che questo è praticamente impossibile».  «Se si tiene ai giovani - afferma Stefano Trillò - allora sarebbe necessario costruire un centro sportivo serio aperto a tutti dove i ragazzi possono passare i pomeriggi. Un centro sportivo che offra qualcosa a tutti, che sia anche formativo per la crescita dei giovani stessi».  «Ci vuole un luogo alternativo al centro - aggiunge Iacopo Taddei - dove i ragazzi possano ritrovarsi. Anche perchè in passato i residenti hanno espresso il loro dissenso per la nostra presenza, forse disturbati dai rumori e dalle chiacchere».

«Basta vedere il rapporto che c'è tra numero di farmacie e locali - sostiene Federico Bertolutti - il nostro comune è composto per la maggior parte da persone anziane e sulle loro esigenze è basato. Sostanzialmente mancano una discoteca, un cinema e dei luoghi ricreativi in generale».  C'è anchi chi è attento all'aspetto sicurezza, come Luca Profeti: «Dopo le venti non può essere tutto chiuso: meno la città è vissuta e più si presta alle attenzioni dei malintenzionati. Una massiccia presenza di persone, contribuirebbe a far diminuire i reati».

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