La manifestazione
LE REAZIONI
«Irregolarità al 90%»
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EMPOLI. Il Collegato lavoro non è stato digerito dai sindacati, che promettono battaglia e annunciano una probabile impugnatura per incostituzionalità. «L'intero Collegato è un passo indietro incredibile sulla strada dei diritti - commenta Sergio Luschi, coordinatore delle Camere del lavoro del circondario - l'idea di fondo è la stessa che stava dietro alla proposta di abrogazione dell'articolo 18 o a quella di trasformare lo Statuto dei lavoratori in quello dei lavori del ministro Sacconi: smantellare il sistema di diritti e tutele dei lavoratori. Il modello che ci viene prospettato e imposto, basti vedere la vicenda di Pomigliano e Mirafiori, segue un disegno secondo il quale la crisi la devono pagare solo ed esclusivamente lavoratori e fasce deboli. Questo non lo possiamo accettare». Il provvedimento, tra l'altro, prima della sua approvazione fu rimandato alle Camere da Napolitano. «È la prima volta nella storia che sulla materia del lavoro il Presidente della Repubblica fa delle osservazioni su un disegno di legge - continua Luschi - peccato che il governo non le abbia neanche considerate e sia andato avanti per la sua strada. Pensiamo che questa legge presenti degli evidenti elementi di incostituzionalità e per questo è probabile che nelle prossime settimane presenteramo ricorso alla Corte costituzionale». Per quanto riguarda, poi, la questione dei termini posti alla presentazione dei ricorsi per i licenziamenti ingiustificati, la condanna è altrettanto ferma perchè si va a colpire quella massa di giovani e immigrati che negli anni scorsi sono stati assunti come precari e che con l'arrivo della crisi sono stati licenziati senza giusta causa. «È importante che chi ha i requisiti faccia ricorso - spiega Giovanni Rubattu dei Cobas Empolese Valdelsa - anche perchè dalle stime che abbiamo circa il 90% dei contratti atipici stipulati in questi anni presentano elementi di irregolarità e possono essere impugnati. Ancora una volta si penalizzano i lavoratori precari che in caso di licenziamento avranno un termine di due mesi per valutare se ricorrere o no. Inoltre, stiamo cercando di fare la più ampia informazione possibile sulle novità del Collegato, perchè tutti si rendano conto che questo rappresenta una pietra tombale per il lavoro».
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