Gioco
Tre interventi al giorno nel reparto di ortopedia protesica guidato dal professor Marcucci
In mille sono tornati a camminare anno d'oro per il San Pietro Igneo
Luciano Gianfranceschi
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Il tavolo delle autorità e nella foto a sinistra il sindaco Toni davanti allospedale 2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Lo sbarco dei mille al san Pietro Igneo: tanti sono stati in un anno i pazienti del nuovo reparto d'eccellenza in ortopedia protesica, che sono tornati a camminare. L'equipe del professor Massimiliano Marcucci è stata festeggiata dalla nobile contrada Sant'Andrea nel palazzo Della Volta. Il sindaco Claudio Toni ha ricordato come il centro sanitario «sia l'unico di questo tipo in Toscana. Gli interventi riguardano non soltanto persone in età avanzata, ma anche giovani e sportivi, con problemi all'anca o al ginocchio: tutti, in pochi giorni, vengono messi in grado di riprendere a camminare. Tutto ciò, a svantaggio degli interessi economici nelle cliniche private». Al tavolo con il sindaco sedevano monsignor Andrea Cristiani, il governatore di contrada Sergio Gasparri, l'onorevole Alberto Fluvi, Lando Gori capo di gabinetto di Enrico Rossi, e per l'Asl 11, oltre al prof. Marcucci, anche il direttore generale Eugenio Porfido, e Renato Colombai direttore della rete specialistica. Pur con uno staff di appena cinque operatori sanitari, vengono effettuati all'ospedale ogni giorno, in media, tre interventi; con una nuova tecnica, che consente di saltare, dopo l'impianto della protesi, la riabilitazione. Con un beneficio, oltre che per il paziente, anche al Servizio sanitario per le cospicue somme risparmiate. Porfido ha evidenziato con soddisfazione che «stiamo mantenendo il piano di sviluppo, individuato per l'ospedale di Fucecchio, così come per Empoli e Castelfiorentino, nonostante le difficoltà finanziarie. Eppure la sanità rappresenta anche un indotto economico, oltre al fatto che produce salute, perché per ogni euro che si spende in sanità c'è un euro d'indotto che si muove». Chi in previsione dell'intervento va a farsi visitare al san Pietro Igneo, viene informato immediatamente sulla data d'ingresso in sala operatoria. E ogni paziente, durante la degenza, viene seguito con cura. E il fondatore del movimento Shalom, monsignor Andrea Cristiani, ha aggiunto: «L'aggregazione di così tanti soggetti, tutti dediti all'attenzione della persona, è un mosaico d'umanità. Nel reparto dell'ospedale sono venuti anche un paziente sardo e un ambasciatore australiano, che si sono spostati per l'eccellenza sanitaria». L'iniziativa della nobile contrada si deve a Marco Costagli e Marco Zucchi. Tra i presenti, anche gli assessori comunali, il consigliere provinciale Silvia Melani, il governatore della Misericordia Mauro Scarpellini, il presidente della Pubblica assistenza Luciano Tafi. E anche Pace, dell'omonima impresa strade, che sta lavorando al collegamento da via Sottovalle all'ospedale e alla città alta. E come ha confermato il governatore Gasparri con i contradaioli Wladimiro Pillitteri e Fabrizio Ferrettini «cominciano ad esserci familiari dei degenti ospedalieri che chiedono di soggiornare presso affittacamere, e dunque animano con la presenza e come risorsa il territorio della contrada».
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