Sicurezza
Sos al Circondario: l'agricoltura è in crisi
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Un gruppo di trattori arano un terreno e nella fotografia a destra a destra alcuni anziani impegnati durante una vendemmia Il sindacato Cia chiede aiuti concreti, no all'Ici sugli immobili rurali
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CASTELFIORENTINO. Concertazione, innovazione e recupero della redditività sono i principali temi che la Confederazione italiana agricoltori ha sottoposto al Pd nell'incontro "Coltiviamo il futuro, le proposte dell'Empolese Valdelsa", che si è svolto al circolo Arci Puppino. La possibilità di dibattere sui problemi del settore agricolo, promossa dal Pd, è stata prontamente accolta dalla Cia, che è intervenuta con richieste precise. «In Italia l'età media degli agricoltori è di 62 anni ed è un triste primato europeo». Così Filippo Legnaioli, presidente della Cia provinciale, ha sottolineato come la non redditività del settore stia causando l'abbandono dei campi via via che gli anziani vanno in pensione. E' quindi fondamentale ricreare le condizioni affinché l'attività agricola torni adeguatamente remunerativa; e questo, secondo il presidente Cia, può avvenire solo attraverso una fiscalità più vantaggiosa per l'imprenditore agricolo, un impulso decisivo all'innovazione e una maggiore sinergia con le realtà imprenditoriali degli altri settori, che consenta il sostegno reciproco e una positivo riflesso su tutta l'economia del territorio. A proposito di fiscalità, tema caldo dell'incontro è stata la discussione sull'introduzione dell'Ici anche per gli immobili rurali. «Appena archiviata la discussione sulla Tia siamo a discutere di un'altra tassa ingiusta» ha detto Giuseppe Ferrara della associazione pensionati della Cia dell'Empolese Valdelsa, sottolineando il peso contributivo a cui è chiamato a far fronte il settore, dal momento che gli immobili rurali sono tassati in base alla categoria catastale invece che alla destinazione d'uso. Ferrara ha continuato sottolineando con forza il ruolo sociale del mondo agricolo, che ha sempre avuto nella famiglia la propria forza, una forza che non è più in grado di sopperire alla diminuzione dei servizi pubblici nelle aree rurali (uffici postali, assistenza agli anziani). Ferrara ha concluso dicendosi disponibile alla creazione di strutture collettive di servizio nelle aree rurali e nelle frazioni più piccole nel nostro territorio. «E' necessario che il Circondario sia il luogo della concertazione e del coordinamento fra gli 11 comuni che lo compongono» ha tenuto a sottolineare Paolo Fabrizzi, presidente Cia dell'Empolese Valdelsa, che ha sollecitato l'ente ad avviare un tavolo con le associazioni sulle questioni più emergenti, come quella della stessa Ici e quella della scarsa capacità dell'Empolese Valdelsa di attrarre investimenti e contributi pubblici. «Tanto per fare un esempio, la Regione ha pubblicato la graduatoria per l'attribuzione di finanziamenti destinati alla costruzione di 13 impianti a biomasse, nessuno dei quali sarà costruito nel circondario» ha continuato Fabrizzi, facendo presente che nella sola Castelfiorentino 1600 ettari di seminativo rischiano l'abbandono perché non più remunerativi, quando invece potrebbero essere una materia prima importante proprio per un impianto a biomasse. L'auspicio della Cia è che a breve Circondario e Regione, insieme ad associazioni di categoria e imprenditori agricoli, si facciano promotori di progetti importanti per lo sviluppo di un'agricoltura che se no volgerebbe al crepuscolo.
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