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Empoli

Le fa la corte e poi le truffa 700 euro

Le fa la corte e poi le truffa 700 euro

Un'altra denuncia a carico del calciatore Samuele Grassi

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EMPOLI. Dopo due arresti nel giro di un mese, un altro guaio giudiziario per Samuele Grassi, il calciatore emiliano di trent'anni, residente a Vinci, che ha giocato anni fa anche nel Pisa e poi nella Cerretese e nel Cuoioacappiano. A denunciarlo per truffa alla procura della repubblica di Firenze sono stati gli investigatori del commissariato di Empoli al termine delle indagini partite dopo la querela presentata alcune settimane fa da una ventiquattrenne empolese, ora residente a Montelupo Fiorentino. Secondo quanto accertato dalla polizia, Grassi, dopo avere invitato a cena e fatto la corte alla ragazza, l'avrebbe convinta sia ad acquistare un i-phone al prezzo di soli 345 euro sia a consegnargli altri 370 euro per puntare una scommessa su una partita di calcio: soldi che la giovane non ha più rivisto e che non le hanno consentito né di entrare in possesso del telefono cellulare di ultima generazione né tantomeno di vincere qualcosa.

Grassi, per convincerla, dopo averle promesso che l'avrebbe aiutata a trovare un lavoro, le aveva spiegato di poter contare sull'aiuto di un amico che lavora a Camp Darby (e che quindi avrebbe avuto degli sconti particolari sull'i-phone) e sulle conoscenze di cui si vantava nell'ambiente del calcio professionistico per poter azzeccare il risultato della partita su cui avrebbe scommesso la somma. Insomma una vicenda per molti aspetti simile a quelle che sono costate al calciatore tre giorni di prigione e diversi altri agli arresti domiciliari. Grassi infatti è stato arrestato una prima volta alla fine di novembre, dai carabinieri di Ponsacco, con l'accusa di tentata estorsione nei confronti di alcune persone che avevano denunciato di avergli consegnato soldi per scommesse che lui garantiva essere vincenti. Il calciatore è poi finito agli arresti domiciliari a dicembre, con l'accusa di estorsione e truffa, a conclusione di un'attività di polizia giudiziaria svolta dai carabinieri di Pontedera scattata dopo la denuncia di una cittadina marocchina di Peccioli. Adesso questa denuncia, che aggrava ulteriormente la sua già pericolante posizione davanti alla legge.

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