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Medico accusa l'Asl: non ha sperimentato la tossina anti-cancro
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L’ingresso dell’ospedale San Giuseppe2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. «La sperimentazione della tossina antitumorale era affidata all'ospedale di Empoli. È finita nel dimenticatoio. Mentre in Giappone stanno ottenendo risultati incoraggianti». Un'accusa lanciata da Anna Maria Buzzi, figlia di Silvio, "padre" della terapia. La dottoressa di Ravenna, che prosegue il lavoro iniziato dal genitore (scomparso del 2009) ha attaccato l'Asl 11 attraverso il settimanale "Oggi". Il centro dello scontro c'è la sperimentazione del Crm197, la forma "buona" della tossina difterica, che agisce contro i tumori e l'aterosclerosi, come hanno dimostrato i risultati "in proprio" del dottor Silvio, che hanno attirato l'attenzione del professore Eisuke Mekada dell'Università di Osaka, che ha avviato una sperimentazione col Crm 197 su alcune pazienti colpite dal tumore all'ovaio. Ma in realtà in Italia la sperimentazione è iniziata già nel 2007, quando fu affidato l'incarico al dipartimento oncologico dell'Asl 11 di Empoli: «Ma senza risultati - attacca Anna Maria Buzzi. L'impegno iniziale si è purtroppo sfilacciato nel tempo. Tutto si è spento nel silenzio, nel disinteresse generale. Mi risulta che il protocollo di mio padre non sia stato applicato correttamente». La dottoressa sottolinea che «il trattamento non va gestito con logiche da chemioterapia, perché in realtà è un vaccino». Che ora è sul tavolo dell'Istituto superiore di sanità. I risultati sono clamorosi: «A seconda dei casi parliamo di incrostazioni arteriose che si sono ridotte del 30-50%, o addirittura dissolte del tutto». Se Empoli ha fallito, Milano è pronto ad approfittarne: «C'è un centro medico-scientifico che ha espresso interesse per i risultati. Ci è stato detto che se una sperimentazione li confermasse anche per metà, avremmo inferto un colpo definitvo all'aterosclerosi». Ma, almeno secondo la dottoressa Buzzi, non certo grazie alla collaborazione dell'ospedale San Giuseppe di Empoli. F.T.
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