Il Tirreno

Empoli

Il consiglio di Montelupo approva all’unanimità il nuovo regolamento Isee

Stretta sugli aiuti del Comune

Il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Giacomo Tizzanini
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Il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Giacomo Tizzanini

Il vicesindaco: così andranno solo a chi ne ha davvero bisogno

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 MONTELUPO. Il consiglio comunale di Montelupo ha votato il nuovo regolamento Isee che prevede norme volte a garantire l'accesso alle agevolazioni solo a chi ne ha realmente bisogno. Il momento economico non è dei più semplici e l'amministrazione si trova a fronteggiare un numero crescente di richieste da parte di famiglie che dichiarano difficoltà. Da qui la scelta di intervenire sulle modalità di richiesta delle agevolazioni.  Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità le modifiche al regolamento Isee che sono tese a ridurre casi di agevolazioni improprie, in particolare prevedendo il raffronto fra quanto dichiarato e il tenore di vita di chi presenta la domanda. In passato si è verificato che persone che dichiaravano reddito 0 erano proprietarie di 2 case o veicoli costosi.  Ecco cosa cambia con le nuove norme: non saranno concesse agevolazioni a chi dichiara di non avere reddito a meno che non si tratti di casi certificati dall'assistente sociale o che presenti la documentazione relativa a redditi percepiti che non hanno valore fiscale (pensione sociale o reddito Inail). Senza reddito è impossibile vivere, pertanto chi dichiara di non percepirne nella maggioranza dei casi lavora a nero. Concedere un'agevolazione a persone che lavorano in nero vuol dire legittimare un'azione illegale. «L'amministrazione - dice il vicesindaco Giacomo Tizzanini - è consapevole che fra le tante persone che non dichiarano reddito ci sono sia autonomi sia persone costrette a lavorare senza tutele, ma è necessario che un ente pubblico prenda le distanze da quello che sta diventando un comportamento diffuso».  Per la stessa ragione non sarà concessa un'agevolazione a chi dichiara di pagare una rata del mutuo o un canone di affitto superiore al reddito percepito. Ovviamente è possibile che la persona dichiari un'integrazione di reddito non certificabile.  Un'altra questione riguarda le case popolari. Chi ne è assegnatario già percepisce un'agevolazione rispetto a chi non lo è. L'affitto di una casa popolare varia da 12,50 a 50 euro. Un affitto o la rata di un mutuo ammonta a minimo 600-700 euro mensili. Perciò i beneficiari di una casa popolare, salvo non ci sia certificazione dell'assistente sociale, non potranno chiedere altri aiuti.  Per ogni singola prestazione sono previsti disciplinari che prendono in esame criteri aggiuntivi di valutazione relativi allo stile di vita di una famiglia. Ad esempio: la proprietà di una seconda casa o l'acquisto di un'auto con cilindrata superiore a 1800 cc.  Saranno incrementati i controlli preventivi e a posteriori sulle dichiarazioni Isee e saranno effettuati con la Finanza. «Nel momento in cui aumentano i bisogni dei cittadini e diminuiscono le risorse per aiutarli l'equità diventa più che mai un obbligo - sottolinea Tizzanini - sostenere chi ha realmente bisogno permette di tutelare un numero maggiore di famiglie».

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