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Addio a Masca Spinelli la fiascaia paladina dei diritti delle donne

Addio a Masca Spinelli la fiascaia paladina dei diritti delle donne

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CASTELFIORENTINO. Le manifestazioni degli studenti sono state uno dei suoi ultimi pensieri, insieme ad una situazione politica in fermento che ha continuato - fino all'ultimo - a suscitare la sua attenzione, il suo interesse. Si è spenta così, all'età di 95 anni, Masca Spinelli vedova Alderotti, una delle ultime "fiascaie" di Castelfiorentino.

Una donna-simbolo di molte battaglie, avendo a lungo ricoperto incarichi di responsabilità presso la Camera del Lavoro, ma anche una donna coraggiosa, conosciuta da tutti per la sua coerenza morale e l'attaccamento ai valori della solidarietà e della giustizia sociale. Masca Spinelli era nata e vissuta in una famiglia antifascista, nella quale - già dagli anni Venti - non erano certo mancate le occasioni per marcare le distanze dal regime.

«Fin da bambina - riferisce Mario Cioni (sindaco di Castelfiorentino dal 1951 al 1975) - Masca portava le comunicazioni ad altre famiglie castellane per informarle che erano in corso spedizioni punitive dei fascisti, mentre a scuola si rifiutava di indossare divise o di partecipare alle varie manifestazioni indette dal regime. Questo comportamento la portava spesso ad essere isolata in classe, anche se mostrava sentimenti di comprensione per le scelte diverse delle sue coetanee».

Nipote di Eletto Fontanelli (primo sindaco di Castelfiorentino dopo la Liberazione) Masca si iscrisse al Pci fin dal periodo clandestino, partecipando come tanti altri alla travagliata fase della dominazione nazifascista (riportata in una lucida testimonianza nel volume di Wallis Lettori "Dalla Guerra alla Libertà. Castelfiorentino, 23 luglio 1944"). Dopo la guerra, abbinò la militanza politica locale all'attività sindacale, battendosi con tenacia insieme ad Alvaro Bianchi (allora segretario della Camera del Lavoro) per i diritti e il miglioramento delle condizioni di lavoro delle fiascaie.

«I fiaschi erano il nostro pane - ricorda Nella Salvadori, una sua amica - e Masca si adoperava spesso perché i titolari della vetreria Rigatti distribuissero i fiaschi riservando un'attenzione alle famiglie più bisognose». «Le fiascaie - sottolinea il sindaco Giovanni Occhipinti - hanno rappresentato l'idea della donna che si emancipa sul piano economico e lotta insieme ad altre donne per il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro, una delle prime forme di azione sindacale al femminile sul territorio. Masca è sempre stata, per tutte le lavoratrici castellane, un solido punto di riferimento. Una donna dal carattere forte, tenace, ma anche dall'atteggiamento schivo e riservato.

Una donna incapace di sentimenti negativi, perché nutriva un profondo rispetto per le persone. Una donna dai valori saldi, ma anche in grado di adeguarsi alle necessità di una società che cambia. Una donna che fino all'ultimo ha conservato attenzione e interesse verso i problemi del mondo senza mai estraniarsi da essi e continuando a sentirli propri. Con ciò interpretando lo spirito autentico di partecipazione che ha sempre contraddistinto la nostra popolazione. Un esempio, per vecchie e nuove generazioni».

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