Il Tirreno

Empoli

Rifiuti aziendali, raccolta in tilt

La sede di Publiambiente
◗
La sede di Publiambiente

Revet ferma il servizio, Publiambiente e Comuni cercano una soluzione

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. L'anno inizia con una bella gatta da pelare per Publiambiente, Revet e aziende. La raccolta dalle campane all'interno dei capannoni, dove si stocca vetro, plastica, tetrapak, alluminio e polistirolo, è in tilt. E ancora non è stata trovata una soluzione dopo che Revet ha deciso di non ritirare più questi rifiuti. «Ancora non abbiamo trovato una soluzione - spiega Carlo Tempesti, sindaco di Cerreto Guidi con delega per i rifiuti a livello di Circondario - ci stiamo lavorando e speriamo di superare il problema in un paio di giorni».  Ma da dove nasce il blocco del ritiro? Il problema è nato dopo che il tribunale di Firenze ha emesso sei decreti di condanna per Valerio Caramassi, presidente di Revet, Franco Mori direttore di Publiambiente, il presidente Revet Vetri Marco Ravagnani, Sandro Masoni presidente di Coop Ati Castelfiorentino e Maggino Giglioli presidente Modus di San Miniato e Gabriele Bagni, legale rappresentante di un'azienda di Castelfiorentino da cui è partita una segnalazione di Arpat e poi un'indagine della procura. L'accusa è "attività di gestione di rifiuti non autorizzata".  Dopo i decreti di condanna, per non rischiare ulteriormente, dal 18 dicembre Revet ha deciso di non svuotare più le campane che si trovano nelle aziende ma anche ai supermercati Coop, negli ospedali e nelle case di cura. In tutta la Toscana soto 788 le campane rimaste senza ritiro.  La questione ruota sulla classificazione di alcuni rifiuti prodotti dalle aziende. Nel Circondario, come in molte altre zone, plastica, vetro, tetrapak, polistirolo, alluminio non sono considerati speciali ma come assimilati agli urbani. Dunque il servizio di ritiro e smaltimento è svolto da Publiambiente che si appoggia per la raccolta dalle campane all'azienda Revet di Pontedera.  Il caso in questione è nato da alcuni barattoli di maionese in un'azienda alimentare di Castelfiorentino che erano raccolti insieme ad altri rifiuti di vetro, plastica, alluminio e tetrapack. Qui venne fatta una verifica, all'inizio dello scorso anno, da Arpat che contestò l'assimilazione dei rifiuti dell'azienda a quelli urbani.  Da qui siamo arrivati nei giorni scorsi ai decreti di condanna a cui si sono opposti tutti e sei i destinatari. Un passo necessario questo per far aprire il processo. Nello stesso tempo le aziende sono rimaste con le campane piene in attesa di capire quello che accadrà nei prossimi giorni. I rifiuti vengono in genere ritirati da Revet per Publiambiente. Ma appunto l'azienda di Pontedera ha bloccato tutta l'attività. Per cui le possibilità che hanno le aziende sono o tenere i rifiuti in azienda o fare riferimento ad altri soggetti privati che si occupano del ritiro di rifiuti speciali.  «La questione, che non riguarda solo Publiambiente ma tutte le aziende toscane che si occupano della gestione dei rifiuti e tutti i comuni da esse servite - spiega Publiambiente - ruota intorno ad una carenza normativa e dunque ad una diversa interpretazione. C'è un articolo (articolo 195, comma 2, lettera decreto legislativo 152/2006) che fissa i principi di assimilabilità dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani ma questo è vacante del decreto attuativo che dovrebbe dare indicazioni precise sulla gestione di tali rifiuti. In sostanza, il governo doveva emanare il decreto attuativo contenente nuovi criteri per l'assimilazione ma non lo ha fatto». «Fino all'emanazione, sulla base degli autorevoli pareri in merito - spiega ancora l'azienda - Publiambiente non ritiene l'articolo sopra richiamato in vigore. L'azienda sentirà inoltre i pareri della propria associazione di categoria ed i sindaci dei Comuni proprietari perché, lo ricordiamo, è sulla base dei regolamenti comunali che essa opera».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web