Il Tirreno

Empoli

Più di cento conti correnti dormienti

Marco Pagli
Sono oltre cento i conti dichiarati dormienti per quest’anno
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Sono oltre cento i conti dichiarati dormienti per quest’anno

Ma tornarne in possesso adesso è possibile: ecco come si fa

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EMPOLI. Sono 128 i conti, intestati a cittadini dell'Empolese-Valdelsa, che sono entrati in stato di dormienza nel 2010. La lista dei conti 2010 è stata pubblicata sul sito del ministero dell'Economia (www.mef.gov.it), che ha ricevuto i dati dagli istituti di credito. Oltre a questi vanno aggiunti i depositi postali, che però ancora non sono stati comunicati.  I conti che "dormono". Si tratta di depositi (libretti a risparmio bancari, cassette di sicurezza, conti correnti, strumenti finanziari, contratti di assicurazione, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari e obbligazioni appartenenti a persone decedute o scomparse) che non risultano più movimentati da dieci anni a partire dalla data di libera disponibilità delle somme e che sono superiori a 100 euro.  Ad affrontare per la prima volta la questione è stata la Finanziaria del 2006, che ha disposto il censimento da parte di banche, poste e assicurazioni di tutti i conti aperti. Gli enti in questione devono comunicare i dati di quelli fermi da 10 anni al ministero, che si premura di pubblicarne gli estremi (nome, data e luogo di nascita del titolare, istituto e codice identificativo del rapporto) sul proprio sito. Ogni anno il numero di conti che entrano in dormienza si aggira intorno al milione, per un ammontare che oscilla tra 800 milioni e oltre un miliardo di euro.  Come recuperare i soldi? Il denaro in ogni caso può essere recuperato e da quest'anno è diventato ancora più semplice. Finora l'unico modo per rientrare in possesso dei soldi era movimentare il conto, facendo una semplice operazione bancaria come un prelievo o un accredito, entro 180 giorni da quando si era ricevuta la raccomandata che informava dell'esistenza del deposito. Dopodiché, se non si faceva niente, la somma veniva versata su un fondo statale istitutito per risarcire le vittime di frodi fiscali e per stabilizzare i precari del pubblico impiego. Da quest'anno, grazie ad una circolare ministeriale del 3 novembre scorso, è possibile riavere indietro i soldi anche una volta trascorsi i tre mesi, per un periodo di dieci anni da quando il deposito è entrato in dormienza. Come? Basta inviare un modulo di richiesta scaricabile dal sito www.consap.it all'indirizzo Consap S.p.a. - Rif. Rapporti dormienti -via Yser, 14 - 00198 Roma oppure tramite mail a rapportidormienti@consap.it. Al modulo devono essere allegati copia di un documento di identità, copia del codice fiscale, eventuale certificato di morte del titolare, copia del libretto di deposito o dell'assegno circolare e l'eventuale dichiarazione di qualifica di erede del titolare. Le domande saranno esaminate e potrebbe trascorrere oltre un anno prima di ottenere il rimborso. In ogni caso al rimborso non hanno diritto i beneficiari di assegni circolari non riscossi entro 3 anni, i beneficiari di importi relativi a contratti di assicurazione non riscossi entro 2 anni e i quelli di buoni fruttiferi postali non riscossi entro 10 anni.

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