Il Tirreno

Empoli

Dal banco al palcoscenicogli studenti regalanoun grande spettacolo

Camilla Trillò
Dall’alto alcuni momenti dello spettacolo organizzato dai ragazzi dell’Enriques l’altra sera all’istituto di Castelfiorentino e a cui ha partecipato anche il sindaco Occhipinti
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Dall’alto alcuni momenti dello spettacolo organizzato dai ragazzi dell’Enriques l’altra sera all’istituto di Castelfiorentino e a cui ha partecipato anche il sindaco Occhipinti

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EMPOLI. Cantautori, ballerini, pianisti, attori, cabarettisti, sportivi. Non è un talent show ma tutto questo e ancora di più è andato in scena mercoledì sera all'auditorium dell'Enriques. Una festa di Natale in grande stile in cui circa 80 ragazzi dell'istituto, sapientemente preparati e diretti dalla professoressa Daniela Casagli, hanno dato vita ad uno spettacolo veramente unico, in cui si sono alternati momenti di canto, ballo, performance sportive, cabaret e addirittura un musical, alla presenza del sindaco Giovanni Occhipinti e dell'assessore alla scuola Alessandro Dei. «La festa è andata incredibilmente bene - spiega la professoressa Casagli - nonostante tutti i contrattempi dovuti alla neve siamo riusciti a mandare in scena uno spettacolo davvero unico. Due ore in mezzo in cui credo che la magia del Natale si sia in qualche modo realizzata proprio attraverso le esibizioni dei ragazzi». «La formula prevedeva uno spettacolo molto variegato - prosegue la professoressa - abbiamo avuto dodici cantanti, tra cui alcuni veri e propri cantautori che hanno presentato le loro canzoni; una pianista, ballerini di latino-americano e break-dance, uno spettacolo di cabaret, un gruppo di sbandieratori, tre performance sportive (pattinaggio artistico, basket e calcio) e per finire siamo voluti andare oltre e tentare anche la carta del musical: abbiamo scelto "Il tempo delle cattedrali" tratto dal "Gobbo di Notre Dame" di Riccardo Cocciante ed i ragazzi sono stati favolosi riuscendo a cantarlo, ballarlo e interpretarlo». «Il risultato finale è stato ottimo - continua - ma per una buona riuscita ci siamo dovuti impegnare davvero tanto, circa un mese e mezzo di prove. Una festa che è nata nel 2004 come scommessa ed è pian piano cresciuta fino a raggiungere quest'anno un livello tecnico e artistico davvero notevole. Ciò che mi ha spinto a dar vita ad uno spettacolo del genere, divenuto ormai un appuntamento davvero tanto atteso, è l'aver compreso che all'interno del nostro istituto ci sono tanti ragazzi ricchi di talento, un talento che noi in qualche modo dobbiamo aiutare ad emergere, e ciò non è possibile stando soltanto sui banchi di scuola».

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