Sicurezza
Serata di tè, poesia e cioccolato per finanziare i progetti Shalom
Luciano Gianfranceschi
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Monsignor Andrea Cristiani2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Al "Mondo in Vetrina Shalom" si festeggia stasera alle ore 21,30 il Natale 2010: con poesie, tè e cioccolato dal mondo, ovviamente equosolidali. Un evento speciale per condividere i sentimenti di solidarietà che da sempre animano questo particolare periodo dell'anno. Il ricavato sarà un contributo ai progetti di cooperazione del Movimento Shalom, fondato da monsignor Andrea Cristiani. L'appuntamento è in via Donateschi n. 25, dove il gruppo volontari movimento Shalom organizza per la prima volta "Aromi di-Versi": alcuni poeti della Libera Associazione Poeti e Scrittori (Laps), reciteranno i versi di alcune delle loro poesie, e al contempo verrà allestita una degustazione di prodotti equosolidali. La professoressa Daniela Bianconi, una delle fondatrici della Laps, sarà la prima ad intervenire recitando versi tratti dalle ultime opere di poesia pubblicate - come "Sogni, Sensi, Simboli", del 2004 -, seguita da altri membri dell'associazione. Durante la serata verranno serviti tè equosolidali di varia provenienza - quali il tè verde dal Vietnam, il tè rosso arancia e cannella e il pregiato tè bianco dall'India - oltre a cioccolata in tavoletta e cioccolatini equosolidali nei più svariati gusti, dal classico fondente al fondente all'arancia, al peperoncino, alla menta e molto altro. La serata avrà un costo di partecipazione di 2,50 a persona e tutto il ricavato sarà devoluto ai neo-nati progetti di cooperazione Shalom in Senegal, legati all'agricoltura, il microcredito e l'accoglienza dei ragazzi di strada. «E' veramente un'idea speciale - osserva monsignor Andrea Cristiani, fondatore del Movimento Shalom - un modo diverso per augurare un "buon Natale" e per riflettere insieme sul valore di questa festa e sullo spirito di solidarietà che in questo periodo si fa più forte in ogni coscienza. Ma anche un modo divertente e originale per aspettare il Natale con gusto, ricordando che un dono equosolidale ha un doppio valore: sia per chi lo riceve, sia per chi lo produce con dignità in altre parti del mondo».
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