Sicurezza
Muore insegnante a 48 anni
Francesco Turchi
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A sinistra la professoressa Marta Cassola e sopra il liceo Pontormo Era stata colpita da un'emorragia cerebrale 9 mesi fa
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EMPOLI. Il miracolo non c'è stato. Marta Cassola, 48 anni, insegnante di educazione fisica al liceo scientifico Pontormo di Empoli, è morta ieri mattina a Parma. La donna, che viveva a Pontedera con la famiglia, era stata colpita da un'emorragia cerebrale lo scorso 30 marzo. Da allora, dopo un lungo ricovero in ospedale, aveva vissuto il suo calvario in vari centri specialistici; prima a Volterra, poi a Pisa e quindi a Fontanellato, senza mai uscire dal coma. Marta aveva iniziato ad accusare disturbi fisici già a metà febbraio e si era rivolta ai medici. Aveva preso l'appuntamento per il 17 aprile per effettuare una risonanza magnetica. Ma non ha fatto in tempo. Il 30 marzo si è sentita male, probabilmente per un problema di natura congenita. Non è bastato l'incoraggiamento dei suoi studenti, che per lei avevano anche scritto e inciso una canzone, a evitare il tremendo epilogo. Una volta che avevano saputo del malore, infatti, gli studenti avevano deciso di fare qualcosa per Marta. L'idea era venuta a un gruppo di tredici ragazzi, che poi avevano coinvolto tutte le classi dove insegnava la professoressa Cassola. Poche frasi, semplici e dirette, per testimoniare il loro attaccamento a quell'insegnante sempre così disponibile e pronta a dare loro una mano. «Torneremo insieme a ridere e scherzare. Troviamo insieme la voglia di giocare e saremo qui quando ti sveglierai, perché tu sei forte e ce la farai. Non c'è causa né ragione, c'è una soluzione: continuare a lottare per tornare a insegnare. Tu ci porti a sciare, tu ci fai sognare. C'è sempre una discesa dopo una salita. Tu rimarrai sempre la nostra preferita, Dai, dai, tira fuori la grinta che hai. Dai, dai, non mollare mai». Parole incise su un cd e consegnate ai familiari, che le hanno fatte ascoltare più volte alla loro Marta. I ragazzi, così come i colleghi dell'insegnante e la preside Daniela Borghesi si sono tenuti costantemente in contatto con i familiari che in questi mesi si sono presi cura con infinito affetto della loro Marta: il marito Marco Rossi, i figli Virginia di 19 anni e Filippo di 16 anni, le sorelle Anna e Silvia, la mamma Laura Marconcini Cassola. Uniti dall'amore per Marta e dal desiderio di vederla risvegliare. Ma il sogno si è spezzato, dopo che giorno dopo giorno, la situazione si era fatta sempre più critica. Dopo il lungo ricovero in ospedale, Marta ha vissuto gli ultimi mesi della sua vita in vari centri specialistici, l'ultimo dei quali a Fontanellato, in provincia di Parma, dove si trovava anche l'altra notte, quando le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate. La professoressa di educazione fisica è stata ricoverata per una crisi respiratoria all'ospedale di Parma, dove è morta ieri alle 12.50. «È una tragedia per la nostra scuola. Perdiamo una donna d'oro». La preside del liceo Pontormo sapeva che nelle ultime settimane le condizioni dell'insegnante si erano ulteriormente aggravate, ma questo non lenisce il dolore: «Gli volevamo tutti un gran bene. È una cosa devastante. Marta - dice commossa Daniela Borghesi - era molto attiva, portava i ragazzi in montagna a sciare, organizzava le corse campestri. Tutti ne abbiamo uno splendido ricordo». I familiari di Marta Cassola dovrebbero rientrare oggi a Pontedera per completare le pratiche e fissare il funerale che dovrebbe svolgersi domani alle 15 nel Duomo di Pontedera. La conferma potrebbe arrivare stamani.
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