Sicurezza
LA STANZA DELLA MEMORIA
Il figlio dell'ex ministro cadde a Dembeguinà
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VINCI. Il tenente Franco Martelli, figlio del già ministro di Mussolini Alessandro, vinciano doc, partì volontario per la campagna d'Etiopia nell'ottobre del 1935; morirà il 15 dicembre di quell'anno in Africa Orientale, durante la battaglia di Dembeguinà. Il tenente Martelli era al comando di un plotone di carri leggeri inviati in ricognizione verso i guadi del fiume Tacazzè. In precedenza, il 28 ottobre 1935 il Gruppo Bande aveva eseguito una ricognizione verso il fiume senza incontrare resistenza. Il 14 dicembre notevoli forze abissine, guidate da Ras Immirù si attestarono di fronte ai posti avanzati del Gruppo Bande dell'Altipiano di Mai Timchet. Il Gruppo Bande, riunito ad Addì Encatò col compito di vigilare i guadi, saputo che una colonna nemica di circa 5.000 uomini aveva guadato il fiume a valle, decise di dirigersi verso la stretta di Dembeguinà, unica via di comunicazione obbligata con lo Sciré. Il mattino del 15 dicembre il Gruppo Bande, con lo squadrone di carri veloci di cui faceva parte anche il Martelli, decise di ripiegare sul passo. Le forze abissine assalirono i carri italiani uccidendo 9 ufficiali, 22 nazionali e 370 ascari. Soltanto nel tardo pomeriggio, dopo aspro combattimento all'arma bianca, gli italiani riuscirono ad aprirsi un varco verso Selaclacà. Alla memoria di Martelli saranno intitolati il Fascio di Vinci e lo stadio di Empoli. P.S.
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